Si esegue di solito fra la 19° e la 22° settimana di gestazione compiute ed è finalizzata allo studio dell’anatomia fetale. Questa viene valutata per organi ed apparati secondo un protocollo organico ben evidenziato da Linee guida di società scientifiche nazionali ed internazionali.
L’esame, se condotto secondo tali criteri, assume il valore di un test di screening per le anomalie congenite ed acquisite. La sua capacità diagnostica varia per apparati e singole patologie, con risultati più ragguardevoli per il Sistema nervoso centrale, l’apparato gastro enterico ed urinario e meno significativi per quanto riguarda il cuore e le malattie che interessano lo scheletro. Globalmente si può affermare che un esame di screening cosi condotto sia in grado di evidenziare il 50% delle malformazioni, spesso le più gravi. La sensibilità della metodica è legata inevitabilmente alla preparazione dello specialista, alla qualità delle apparecchiature utilizzate ed a variabili particolari quali la posizione del feto e lo spessore della parete addominale materna. L’obesità cosi come pregresse cicatrici e lo spessore della componente muscolare ed adiposa possono rappresentare un ostacolo importante alla capacità diagnostica globale della metodica. Il riscontro di anomalie avvia ad un protocollo diagnostico di livello più avanzato, che si differenzia per ogni singola patologia.