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Varicocele (sintomi)

Il varicocele è una condizione medica caratterizzata dalla dilatazione patologica delle vene del plesso pampiniforme, un complesso sistema venoso situato all’interno dello scroto che ha il compito di drenare il sangue dai testicoli. Questa patologia è estremamente comune, interessando circa il 15-20% della popolazione maschile adulta e fino al 40% degli uomini che presentano problemi di fertilità. Nella stragrande maggioranza dei casi, circa il 95%, il disturbo si manifesta nel testicolo sinistro a causa della specifica conformazione anatomica delle vene in quell’area, sebbene possa verificarsi anche in forma bilaterale.

Eziologia

Le cause precise che portano alla formazione del varicocele non sono ancora state identificate in modo univoco, ma la comunità scientifica concorda su alcuni meccanismi idrodinamici fondamentali. La spiegazione più accreditata riguarda il malfunzionamento delle valvole venose: in condizioni normali, queste valvole impediscono al sangue di rifluire verso il basso. Se le valvole sono deboli o assenti, il sangue ristagna nelle vene spermatiche, causandone la dilatazione e la tortuosità.

La prevalenza sul lato sinistro è dovuta al fatto che la vena spermatica sinistra confluisce nella vena renale con un angolo retto di 90 gradi, creando una maggiore resistenza al deflusso rispetto alla vena destra. Altri fattori coinvolti includono:

  • Predisposizione genetica: la debolezza congenita delle pareti venose è spesso un fattore ereditario.
  • Effetto schiaccianoci: noto anche come nutcracker syndrome, consiste nella compressione della vena renale sinistra tra l’aorta e l’arteria mesenterica superiore, aumentando la pressione venosa a valle.
  • Aumento del flusso ematico: durante la pubertà, la rapida crescita dei testicoli richiede un maggiore afflusso di sangue, che può mettere sotto stress un sistema venoso già fragile.

Sintomatologia

Nella maggior parte dei casi il varicocele è asintomatico, ovvero non provoca alcun disturbo evidente e viene scoperto casualmente durante visite di controllo o accertamenti per la ricerca di una gravidanza. Tuttavia, quando presenti, i sintomi possono variare di intensità e includono:

  • Senso di pesantezza: una sensazione di fastidio o gravità nello scroto, che tende ad accentuarsi dopo essere rimasti in piedi per lungo tempo o dopo un’intensa attività fisica.
  • Dolore sordo: un dolore non acuto ma persistente che solitamente regredisce quando il paziente si sdraia in posizione supina.
  • Gonfiore visibile: nei casi più avanzati, le vene dilatate possono essere visibili o palpabili sotto la pelle dello scroto, assumendo un aspetto simile a un sacchetto di vermi.
  • Atrofia testicolare: il testicolo interessato può apparire più piccolo o più morbido rispetto al controlaterale a causa del ristagno di sangue e dell’aumento della temperatura locale.
  • Infertilità: il varicocele agisce come un termosifone, aumentando la temperatura scrotale e danneggiando la produzione e la motilità degli spermatozoi.

Diagnosi

La diagnosi del varicocele inizia con un accurato esame obiettivo condotto da un urologo o un andrologo. Durante la visita, il medico valuta lo scroto sia in posizione eretta che distesa e può richiedere l’esecuzione della manovra di Valsalva: al paziente viene chiesto di espirare forzatamente a bocca e naso chiusi per aumentare la pressione addominale e rendere più evidenti le varici.

Per confermare il sospetto clinico e determinare la gravità della patologia, il gold standard diagnostico è l’Eco-color-doppler testicolare. Questo esame non invasivo permette di visualizzare la dilatazione delle vene e di misurare l’entità del reflusso ematico. In base ai risultati, il varicocele viene classificato in gradi (solitamente da 1 a 3) a seconda della visibilità e della palpabilità delle vene. Infine, in presenza di varicocele clinico, viene spesso prescritto uno spermiogramma per valutare l’eventuale impatto sulla qualità del liquido seminale.

L’importanza del consulto specialistico

In questi casi è essenziale evitare il fai-da-te e rivolgersi a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nella sua interezza. Sarà il professionista a indicare il percorso più appropriato in base alle specifiche necessità del paziente.

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