La valutazione del rischio cardiovascolare è un processo clinico fondamentale che permette di stimare la probabilità che un individuo ha di andare incontro a un primo evento cardiovascolare maggiore, come un infarto del miocardio o un ictus cerebrale, in un determinato arco temporale, solitamente fissato a dieci anni. Questa stima non si basa su un singolo parametro, ma sull’analisi combinata di diversi fattori che agiscono simultaneamente sulla salute del cuore e dei vasi sanguigni. In Italia, lo strumento di riferimento per questa analisi è rappresentato dalle carte del rischio e dal punteggio individuale elaborati all’interno del Progetto Cuore dall’Istituto Superiore di Sanità.
L’origine di un elevato rischio cardiovascolare è da ricercarsi in una complessa interazione tra fattori costituzionali e variabili legate allo stile di vita. Le cause che determinano l’incremento di questa probabilità possono essere suddivise in due grandi categorie: i fattori non modificabili e i fattori modificabili. I principali elementi che contribuiscono alla genesi del rischio includono:
È importante sottolineare che un elevato rischio cardiovascolare è, nella maggior parte dei casi, una condizione asintomatica. Molti dei fattori che lo compongono, come l’ipertensione o l’ipercolesterolemia, non danno segnali premonitori finché il danno vascolare non è già avanzato. La valutazione serve proprio a intervenire prima che compaiano i sintomi delle malattie conclamate, quali:
La diagnosi del livello di rischio cardiovascolare viene effettuata dal medico di medicina generale o dallo specialista attraverso una valutazione sistematica. Il protocollo standardizzato prevede:
In primo luogo, il medico raccoglie i dati anamnestici per identificare la presenza di diabete, l’abitudine al fumo e l’eventuale assunzione di farmaci anti-ipertensivi. Successivamente, vengono misurati alcuni parametri fisici e biochimici precisi: la pressione arteriosa sistolica (eseguita come media di due misurazioni consecutive), il colesterolo totale e il colesterolo HDL tramite esami del sangue. Questi dati vengono inseriti in algoritmi matematici che generano una percentuale di rischio. La valutazione è considerata valida per uomini e donne tra i 35 e i 69 anni che non hanno ancora avuto eventi cardiovascolari e non è applicabile in caso di gravidanza o in presenza di valori estremi dei fattori di rischio (pressione superiore a 200 mmHg o colesterolemia superiore a 320 mg/dl).
Il percorso più adeguato dipende dall’inquadramento complessivo effettuato dal medico specialista e non può essere generalizzato. Per questo è importante rivolgersi a personale qualificato, evitando soluzioni autonome o suggerite da fonti non professionali.
Mater Dei General Hospital sarà chiusa dal 1° agosto al 30 agosto per lavori di ristrutturazione.
Durante questo periodo sarà possibile prenotare visite ed esami in Paideia International Hospital.