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Tonsillite cronica

La tonsillite cronica è un processo infiammatorio persistente che colpisce le tonsille palatine, le ghiandole linfatiche situate nella parte posteriore della gola. A differenza della forma acuta, che si risolve generalmente in pochi giorni, la variante cronica si protrae per mesi o tende a ripresentarsi frequentemente, alterando la struttura stessa del tessuto tonsillare. Questa condizione rappresenta una delle patologie otorinolaringoiatriche più comuni in età pediatrica, sebbene possa interessare in modo significativo anche la popolazione adulta. Le tonsille, che fanno parte dell’anello di Waldeyer, svolgono un ruolo difensivo primario nei primi anni di vita, ma quando diventano sede di un’infezione permanente, possono trasformarsi da barriera protettiva a vero e proprio focolaio batterico per l’intero organismo.

Eziologia

Le cause alla base della cronicizzazione dell’infiammazione sono molteplici e spesso correlate a una gestione incompleta di precedenti episodi acuti. Tra i principali fattori eziologici troviamo:

  • Infezioni batteriche persistenti: l’agente patogeno più frequentemente coinvolto è lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, ma spesso si riscontra una flora mista composta da batteri aerobi e anaerobi che colonizzano le cripte tonsillari.
  • Alterazioni strutturali: la presenza di cripte (piccole cavità sulla superficie delle tonsille) profonde favorisce il ristagno di detriti alimentari, cellule morte e batteri, portando alla formazione di tonsilloliti (calcoli tonsillari).
  • Indebolimento del sistema immunitario: condizioni di stress prolungato o deficit immunologici possono impedire la completa eradicazione dei patogeni.
  • Fattori ambientali e irritanti: l’esposizione costante al fumo di sigaretta, all’inquinamento atmosferico o il reflusso gastroesofageo possono mantenere uno stato di irritazione perenne della mucosa faringea.

Sintomatologia

Il quadro clinico della tonsillite cronica è spesso meno eclatante rispetto alla forma acuta, ma decisamente più logorante per il paziente. I sintomi principali includono:

  • Mal di gola persistente: un fastidio costante o ricorrente che si accentua durante la deglutizione.
  • Alitosi: l’alito cattivo (foetor ex ore) è causato dalla decomposizione dei detriti organici all’interno delle cripte tonsillari.
  • Linfoadenopatia cervicale: i linfonodi del collo appaiono spesso ingrossati e dolenti alla palpazione in modo cronico.
  • Senso di corpo estraneo: una sgradevole sensazione di ingombro nella gola dovuta all’ipertrofia (aumento di volume) delle tonsille.
  • Sintomi sistemici: febbricola persistente, stanchezza cronica (astenia), dolori articolari e riduzione della capacità di concentrazione.
  • Ostruzione respiratoria: nei casi di forte ipertrofia, possono manifestarsi difficoltà respiratorie nasali e apnee notturne.

Diagnosi

La diagnosi di tonsillite cronica è essenzialmente clinica e viene formulata dal medico specialista attraverso un’accurata anamnesi e un esame obiettivo completo. Durante la visita, il medico valuta:

  • Ispezione del cavo orale: le tonsille possono apparire ipertrofiche (molto grandi) o atrofiche (piccole e fibrose), spesso con pilastri palatini arrossati e presenza di materiale purulento o detritico nelle cripte.
  • Spremitura tonsillare: una manovra eseguita con una spatola per verificare la fuoriuscita di materiale fetido o pus dalle cripte.
  • Palpazione del collo: per identificare l’aumento di volume dei linfonodi sottomandibolari e laterocervicali.
  • Esami di laboratorio: il dosaggio del titolo antistreptolisinico (TAS), della proteina C reattiva (PCR) e della velocità di eritrosedimentazione (VES) aiuta a valutare l’entità dello stato infiammatorio.
  • Tampone faringeo: utile per identificare lo specifico ceppo batterico coinvolto, sebbene nei casi cronici possa risultare talvolta negativo a causa della localizzazione profonda dell’infezione.

Approccio clinico e gestione

In questi casi è essenziale evitare il fai-da-te e rivolgersi a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nella sua interezza. Sarà il professionista a indicare il percorso più appropriato in base alle specifiche necessità del paziente.

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