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Tinea unguium (onicomicosi)

La tinea unguium, comunemente nota come onicomicosi, è un’infezione fungina che colpisce le unghie, interessando prevalentemente quelle dei piedi ma potendosi manifestare anche alle mani. Si tratta di una condizione clinica molto diffusa, che colpisce circa il 10% della popolazione adulta e la cui incidenza aumenta significativamente con l’avanzare dell’età. Sebbene non sia solitamente una patologia pericolosa per la vita, l’onicomicosi può causare disagio fisico, dolore e un impatto estetico negativo che influisce sulla qualità della vita dei pazienti.

Eziologia

Le cause della tinea unguium sono riconducibili all’azione di microrganismi parassiti che si nutrono di cheratina, la proteina principale di cui sono fatte le unghie. I fattori eziologici includono:

  • Dermatofiti: sono i responsabili della maggior parte dei casi (circa il 65-80%) e appartengono principalmente al genere Trichophyton, come il Trichophyton rubrum.
  • Lieviti: come la Candida albicans, che colpisce più frequentemente le unghie delle mani o soggetti con difese immunitarie ridotte.
  • Muffe non dermatofitiche: organismi come l’Aspergillus o il Fusarium, che possono infettare l’unghia in presenza di lesioni preesistenti.

La proliferazione di questi agenti è favorita da ambienti caldi e umidi. I principali fattori di rischio comprendono l’uso di calzature strette e non traspiranti, la frequentazione di luoghi pubblici come piscine o palestre senza protezione, l’iperidrosi (sudorazione eccessiva), l’età avanzata, il diabete mellito, problemi circolatori e stati di immunodepressione.

Sintomatologia

I sintomi della tinea unguium si manifestano gradualmente, alterando progressivamente l’aspetto dell’apparato ungueale. Le manifestazioni principali sono:

  • Discolorazione: l’unghia perde la sua naturale trasparenza, assumendo tonalità biancastre, giallastre, marroni o verdastre.
  • Ipercheratosi subungueale: accumulo di detriti di cheratina sotto la lamina che causa un evidente ispessimento dell’unghia.
  • Fragilità: la struttura diventa friabile, tende a sfaldarsi, a rompersi o a sbriciolarsi ai margini.
  • Onicolisi: distacco parziale o totale della lamina ungueale dal letto sottostante.
  • Deformità: l’unghia può apparire distorta, incurvata o con una superficie irregolare e opaca.
  • Dolore e cattivo odore: nei casi più avanzati, l’ispessimento può causare dolore alla pressione o durante la deambulazione, talvolta accompagnato da un odore sgradevole dovuto ai residui organici.

Diagnosi

La diagnosi di onicomicosi deve essere formulata da un medico specialista, solitamente un dermatologo o un podologo. Poiché altre patologie come la psoriasi ungueale possono simulare un’infezione fungina, l’esame clinico visivo spesso non è sufficiente. Il percorso diagnostico include:

  • Anamnesi ed esame obiettivo: valutazione dei sintomi e dei fattori di rischio del paziente.
  • Esame microscopico diretto: prelievo di piccoli frammenti di unghia o detriti subungueali che vengono analizzati al microscopio per identificare la presenza di ife fungine.
  • Esame colturale: semina dei campioni in appositi terreni di coltura per identificare con precisione la specie di fungo responsabile, passaggio fondamentale per scegliere il trattamento più efficace.

Quando rivolgersi allo specialista

La valutazione del medico specialista rappresenta il passaggio fondamentale per comprendere l’origine del problema e definirne la gestione. È buona norma consultare un professionista in presenza di sintomi persistenti, ricorrenti o che destano preoccupazione.

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