Le tendinopatie croniche rappresentano una condizione clinica di sofferenza dei tendini, le robuste strutture fibrose che connettono i muscoli alle ossa, caratterizzata da dolore persistente, riduzione della tolleranza al carico e limitazione della funzione motoria. Spesso indicate erroneamente con il termine tendinite, che suggerirebbe una componente puramente infiammatoria, queste patologie rientrano più correttamente in un processo degenerativo e disfunzionale del tessuto tendineo. La cronicità viene solitamente definita quando i sintomi persistono per oltre tre mesi, riflettendo un fallimento dei normali processi di riparazione del collagene.
Le cause delle tendinopatie croniche sono riconducibili a una complessa interazione tra fattori meccanici, sistemici e individuali. Il meccanismo principale è il sovraccarico funzionale (overuse): quando un tendine è sottoposto a carichi ripetitivi che eccedono la sua capacità di adattamento, si verificano microlesioni che portano a un’alterazione della matrice extracellulare. Secondo il modello del continuum, il tendine attraversa diverse fasi: una fase reattiva iniziale, una fase di disorganizzazione e, infine, la fase degenerativa cronica.
I principali fattori di rischio includono:
Il quadro clinico della tendinopatia cronica è dominato dal dolore localizzato, che si manifesta tipicamente in relazione all’applicazione di un carico. Un segno distintivo è l’effetto warm-up (riscaldamento): il dolore è più intenso all’inizio dell’attività o al mattino (rigidità mattutina), tende a diminuire durante il movimento, per poi ripresentarsi in forma più severa il giorno successivo a uno sforzo intenso.
I sintomi comuni comprendono:
La diagnosi di tendinopatia cronica è essenzialmente clinica e si basa su un’accurata anamnesi e sull’esame obiettivo condotto dal medico specialista. Durante la valutazione, vengono eseguiti test di provocazione del carico per verificare la dose-dipendenza del dolore. Il medico valuta inoltre la mobilità articolare, la forza muscolare e la presenza di eventuali compensi biomeccanici.
Per confermare il sospetto clinico e definire il grado di degenerazione, possono essere prescritti esami strumentali:
Per un inquadramento accurato è indispensabile la valutazione di un medico specialista, che terrà conto della causa, dell’intensità dei sintomi e delle caratteristiche individuali. È sempre preferibile affidarsi a un professionista piuttosto che a soluzioni autonome.