La tendinopatia dello sportivo è una condizione clinica caratterizzata da dolore, gonfiore e limitazione funzionale a carico di uno o più tendini, le strutture fibrose che collegano i muscoli alle ossa. Sebbene il termine tendinite sia ancora molto diffuso nel linguaggio comune, la medicina moderna predilige il termine tendinopatia per descrivere un insieme di quadri patologici che comprendono sia processi infiammatori acuti sia, più frequentemente, fenomeni degenerativi cronici noti come tendinosi. Questa problematica interessa una vasta gamma di atleti, dai professionisti agli amatori, e può colpire diversi distretti corporei a seconda della disciplina praticata, manifestandosi spesso in punti specifici come il gomito, il ginocchio o il tendine d’Achille.
Le cause alla base della tendinopatia dello sportivo sono molteplici e possono essere classificate in fattori estrinseci e intrinseci. Il fattore scatenante principale è solitamente identificato nel sovraccarico funzionale o overuse, ovvero una sollecitazione ripetitiva che supera la capacità di carico e di riparazione del tessuto tendineo. Tra i principali fattori coinvolti troviamo:
Il quadro clinico della tendinopatia dello sportivo varia in base alla fase della patologia (acuta o cronica) e al tendine coinvolto. Il sintomo cardine è il dolore localizzato, che inizialmente può comparire solo all’inizio o al termine dell’attività fisica, per poi diventare persistente anche a riposo nelle fasi più avanzate. I sintomi comuni includono:
La diagnosi di tendinopatia dello sportivo è essenzialmente clinica e viene formulata dal medico specialista (fisiatra o ortopedico) attraverso un’accurata anamnesi e un esame obiettivo mirato. Durante la visita, il medico valuta la mobilità, la forza muscolare e l’evocazione del dolore tramite test funzionali specifici. Per confermare il sospetto clinico e stadiare la gravità del danno, si ricorre solitamente a esami strumentali quali:
L’approccio più indicato viene stabilito caso per caso dal medico specialista, sulla base di un’attenta valutazione clinica. Quando i sintomi si presentano in modo persistente o marcato, è consigliabile richiedere quanto prima un parere medico qualificato.