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Tendinopatia dello sportivo

La tendinopatia dello sportivo è una condizione clinica caratterizzata da dolore, gonfiore e limitazione funzionale a carico di uno o più tendini, le strutture fibrose che collegano i muscoli alle ossa. Sebbene il termine tendinite sia ancora molto diffuso nel linguaggio comune, la medicina moderna predilige il termine tendinopatia per descrivere un insieme di quadri patologici che comprendono sia processi infiammatori acuti sia, più frequentemente, fenomeni degenerativi cronici noti come tendinosi. Questa problematica interessa una vasta gamma di atleti, dai professionisti agli amatori, e può colpire diversi distretti corporei a seconda della disciplina praticata, manifestandosi spesso in punti specifici come il gomito, il ginocchio o il tendine d’Achille.

Eziologia

Le cause alla base della tendinopatia dello sportivo sono molteplici e possono essere classificate in fattori estrinseci e intrinseci. Il fattore scatenante principale è solitamente identificato nel sovraccarico funzionale o overuse, ovvero una sollecitazione ripetitiva che supera la capacità di carico e di riparazione del tessuto tendineo. Tra i principali fattori coinvolti troviamo:

  • Errori tecnici: l’esecuzione di gesti atletici con biomeccanica scorretta aumenta lo stress meccanico sulle inserzioni tendinee.
  • Metodologia di allenamento: incrementi troppo rapidi del carico, della durata o dell’intensità delle sessioni senza un adeguato recupero.
  • Attrezzatura inadeguata: l’uso di calzature non idonee o di attrezzi sportivi (come racchette troppo pesanti) che alterano la distribuzione delle forze.
  • Fattori anatomici: dismetrie degli arti, alterazioni posturali o vizi di carico plantare che predispongono a uno sforzo asimmetrico.
  • Condizioni metaboliche: patologie come il diabete mellito, l’ipercolesterolemia o disturbi della tiroide possono alterare la microarchitettura del collagene.
  • Invecchiamento: con il passare degli anni i tendini perdono elasticità e vascolarizzazione, diventando più suscettibili a microtraumi.

Sintomatologia

Il quadro clinico della tendinopatia dello sportivo varia in base alla fase della patologia (acuta o cronica) e al tendine coinvolto. Il sintomo cardine è il dolore localizzato, che inizialmente può comparire solo all’inizio o al termine dell’attività fisica, per poi diventare persistente anche a riposo nelle fasi più avanzate. I sintomi comuni includono:

  • Indolenzimento alla palpazione: dolore vivo quando si preme sull’area interessata o sull’inserzione ossea.
  • Rigidità articolare: particolarmente evidente al risveglio (rigidità mattutina) o dopo lunghi periodi di inattività.
  • Gonfiore e calore: segni di una possibile componente flogistica o di un ispessimento del corpo del tendine.
  • Crepitio: sensazione di sfregamento o piccoli rumori durante il movimento dell’articolazione.
  • Riduzione della forza: la sensazione dolorosa inibisce la contrazione muscolare, limitando la performance atletica e le attività quotidiane.

Diagnosi

La diagnosi di tendinopatia dello sportivo è essenzialmente clinica e viene formulata dal medico specialista (fisiatra o ortopedico) attraverso un’accurata anamnesi e un esame obiettivo mirato. Durante la visita, il medico valuta la mobilità, la forza muscolare e l’evocazione del dolore tramite test funzionali specifici. Per confermare il sospetto clinico e stadiare la gravità del danno, si ricorre solitamente a esami strumentali quali:

  • Ecografia muscoloscheletrica: rappresenta l’esame di primo livello poiché permette di visualizzare in tempo reale alterazioni strutturali, ispessimenti e aree di degenerazione o microlesioni.
  • Risonanza magnetica (RM): indicata nei casi più complessi o quando è necessario pianificare un intervento chirurgico, offrendo una visione dettagliata dei tessuti molli e dell’osso circostante.
  • Radiografia: utile per escludere fratture da stress o per identificare la presenza di calcificazioni intratendinee (tendinopatia calcifica).

Approccio clinico e gestione

L’approccio più indicato viene stabilito caso per caso dal medico specialista, sulla base di un’attenta valutazione clinica. Quando i sintomi si presentano in modo persistente o marcato, è consigliabile richiedere quanto prima un parere medico qualificato.

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