Lo strabismo dell’adulto è una condizione visiva caratterizzata dal disallineamento degli assi oculari, in cui i due occhi non sono orientati verso il medesimo punto di fissazione. Mentre un occhio fissa correttamente un oggetto, l’altro può essere deviato verso l’interno, l’esterno, l’alto o il basso. A differenza dello strabismo infantile, dove il cervello spesso impara a ignorare l’immagine dell’occhio deviato per evitare la confusione, nell’adulto il sistema visivo è ormai consolidato, il che porta frequentemente alla comparsa di una visione doppia invalidante.
Eziologia
Le cause dello strabismo in età adulta sono molteplici e possono essere riconducibili a fattori muscolari, neurologici o sistemici. Le principali origini includono:
- Strabismo infantile pregresso: forme di strabismo latente o non perfettamente corrette nell’infanzia che subiscono un improvviso scompenso a causa di stanchezza, stress o invecchiamento dei tessuti.
- Patologie neurologiche: lesioni dei nervi cranici (terzo, quarto o sesto paio) deputati al movimento oculare, che possono derivare da ictus, ischemie, tumori o sclerosi multipla.
- Traumi cranici e orbitali: incidenti che danneggiano fisicamente i muscoli extraoculari o i nervi che li controllano.
- Malattie sistemiche: il diabete mellito e l’ipertensione arteriosa possono causare microinfarti ai nervi oculomotori. L’ipertiroidismo (morbo di Basedow) può ispessire i muscoli oculari limitandone la mobilità.
- Patologie oculari: la presenza di una cataratta avanzata, il distacco di retina o gravi difetti refrattivi (come una miopia elevata) possono ridurre la visione in un occhio portando alla perdita del parallelismo per mancanza di stimolo alla fusione delle immagini.
Sintomatologia
Il quadro clinico dello strabismo nell’adulto è spesso più complesso e fastidioso rispetto a quello dei bambini. I sintomi più comuni comprendono:
- Diplopia: la visione doppia è il segno cardine. Il paziente percepisce due immagini separate dello stesso oggetto, il che rende difficili attività semplici come camminare o guidare.
- Affaticamento visivo: noto anche come astenopia, si manifesta con bruciore oculare, pesantezza delle palpebre e necessità di strizzare gli occhi.
- Cefalea: mal di testa frequenti localizzati spesso nella zona frontale o orbitaria, causati dallo sforzo costante per tentare di allineare le immagini.
- Torcicollo oculare: l’inclinazione anomala della testa adottata istintivamente dal paziente per cercare la posizione di sguardo in cui la visione doppia si riduce o scompare.
- Percezione della profondità ridotta: difficoltà nel valutare correttamente le distanze e nel coordinare i movimenti nello spazio, che può sfociare in una sensazione di vertigine o nausea.
Diagnosi
La diagnosi richiede una valutazione specialistica approfondita condotta dal medico oculista in collaborazione con l’Ortottista. Il protocollo diagnostico include:
- Anamnesi completa: fondamentale per determinare se l’insorgenza è stata acuta o graduale e per individuare eventuali patologie sistemiche preesistenti.
- Misurazione dell’acuità visiva: controllo della vista per entrambi gli occhi e correzione di eventuali difetti refrattivi.
- Cover test: esame fondamentale in cui l’oculista copre alternativamente gli occhi per osservare il movimento di riallineamento e quantificare la deviazione.
- Valutazione della motilità oculare: studio del movimento dei bulbi nelle varie direzioni di sguardo per identificare muscoli deficitari o paralisi.
- Test con prismi: utilizzo di lenti speciali per misurare con precisione l’angolo di strabismo e valutare la possibilità di correggere la diplopia.
Approccio clinico e gestione
La gestione più appropriata viene definita dal medico specialista a seguito di un’accurata valutazione clinica, in base alla causa individuata e alle caratteristiche di ciascun paziente. In presenza di sintomi persistenti, ricorrenti o particolarmente intensi è importante rivolgersi a un professionista qualificato per un corretto inquadramento, evitando soluzioni autonome o non personalizzate.