La stenosi aortica severa rappresenta una delle patologie valvolari più rilevanti nell’adulto e nell’anziano. Si tratta di una condizione caratterizzata da un restringimento patologico dell’orifizio della valvola aortica, la struttura che permette il passaggio del sangue dal ventricolo sinistro del cuore verso l’aorta e il resto dell’organismo. Quando il grado di restringimento diventa severo, il cuore deve compiere uno sforzo eccessivo per pompare il sangue, portando progressivamente a un indebolimento del muscolo cardiaco. In questo scenario, la TAVI (transcatheter aortic valve implantation) si è affermata come una rivoluzione terapeutica, consentendo di sostituire la valvola malata attraverso un approccio mininvasivo tramite catetere, evitando così l’apertura chirurgica del torace.
Le cause alla base della stenosi aortica severa sono molteplici e variano in base all’età del paziente. I principali meccanismi eziologici includono:
I fattori di rischio che favoriscono l’insorgenza di questa patologia sono simili a quelli della malattia coronarica: l’ipertensione arteriosa, il fumo di sigaretta, il diabete mellito e alti livelli di colesterolo nel sangue.
La stenosi aortica severa può rimanere asintomatica per molti anni grazie alla capacità di compenso del cuore. Tuttavia, quando i sintomi compaiono, la prognosi peggiora drasticamente se non si interviene tempestivamente. I segni classici includono:
Il percorso diagnostico inizia solitamente con una visita cardiologica dove il medico, tramite l’auscultazione con lo stetoscopio, rileva un soffio tipico. Gli esami fondamentali sono:
La gestione più appropriata viene definita dal medico specialista a seguito di un’accurata valutazione clinica, in base alla causa individuata e alle caratteristiche di ciascun paziente. In presenza di sintomi persistenti, ricorrenti o particolarmente intensi è importante rivolgersi a un professionista qualificato per un corretto inquadramento, evitando soluzioni autonome o non personalizzate.