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Spalla del nuotatore

La spalla del nuotatore è una definizione clinica colloquiale che identifica una condizione di impingement o sindrome da conflitto subacromiale. Si tratta di una patologia infiammatoria che colpisce le strutture dell’articolazione della spalla, in particolare i tendini della cuffia dei rotatori e la borsa sierosa. Questa condizione è estremamente frequente tra chi pratica nuoto a livello agonistico o amatoriale intensivo, a causa della natura ripetitiva del gesto atletico che richiede alle braccia di muoversi costantemente sopra l’altezza della testa. Sebbene sia strettamente associata al nuoto, può colpire anche atleti di altre discipline come il tennis, la pallavolo o il baseball.

Eziologia

Le cause alla base della spalla del nuotatore sono molteplici e spesso correlate tra loro. Il fattore scatenante principale è il microtrauma ripetuto dovuto alla biomeccanica della bracciata. Le principali cause includono:

  • Sovraccarico funzionale: l’elevato numero di rotazioni della spalla durante gli allenamenti può infiammare il tendine del muscolo sopraspinato.
  • Errori tecnici: una tecnica di nuotata errata o un eccessivo rollio del corpo possono aumentare lo stress sulle strutture articolari.
  • Squilibri muscolari: la debolezza dei muscoli stabilizzatori della scapola o della cuffia dei rotatori impedisce all’omero di rimanere centrato correttamente.
  • Conformazione anatomica: uno spazio ridotto tra la testa dell’omero e l’acromion della scapola predispone fisiologicamente al conflitto.
  • Lassità legamentosa: un’eccessiva mobilità articolare, comune in molti nuotatori, può portare a un’instabilità che sovraccarica i tendini.

Sintomatologia

Il quadro clinico della spalla del nuotatore si manifesta gradualmente, peggiorando se non viene trattato tempestivamente. I sintomi più comuni includono:

  • Dolore localizzato nella parte anteriore o laterale della spalla.
  • Difficoltà o dolore nel sollevare il braccio oltre i 90 gradi.
  • Gonfiore e senso di rigidità articolare dopo l’attività fisica.
  • Perdita di forza durante la fase di trazione in acqua.
  • Dolore notturno che può disturbare il sonno, specialmente se si dorme sul lato affetto.
  • Senso di scricchiolio o attrito durante i movimenti di rotazione.

Diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica e viene effettuata dal medico specialista tramite un’anamnesi accurata e un esame obiettivo. Durante la visita, il medico esegue test ortopedici specifici per evocare il dolore da conflitto. Per confermare il sospetto e valutare l’entità del danno, possono essere prescritti:

  • Ecografia: per valutare lo stato di infiammazione dei tendini e della borsa.
  • Risonanza magnetica (RM): utile per individuare eventuali lesioni parziali o totali della cuffia dei rotatori o del cercine glenoideo.
  • Radiografia: utile per escludere anomalie ossee o calcificazioni.

Quando consultare un professionista

La gestione più appropriata viene definita dal medico specialista a seguito di un’accurata valutazione clinica, in base alla causa individuata e alle caratteristiche di ciascun paziente. In presenza di sintomi persistenti, ricorrenti o particolarmente intensi è importante rivolgersi a un professionista qualificato per un corretto inquadramento, evitando soluzioni autonome o non personalizzate.

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