La sinusite acuta è un processo infiammatorio o infettivo che colpisce la mucosa che riveste i seni paranasali, ovvero le cavità aeree scavate all’interno delle ossa del cranio e della faccia che comunicano direttamente con le fosse nasali. Per definizione clinica, si parla di forma acuta quando la durata dei sintomi è inferiore alle quattro settimane e la risoluzione avviene in modo completo. Questa condizione è estremamente comune e rappresenta una delle principali cause di consulto medico, influenzando significativamente la qualità della vita quotidiana e la produttività lavorativa dei soggetti colpiti.
Eziologia
L’origine della sinusite acuta è multifattoriale e solitamente legata a un’ostruzione dei piccoli canali di comunicazione tra i seni e le cavità nasali, chiamati osti. Quando il drenaggio del muco viene impedito, si crea un ristagno che favorisce l’infiammazione. Le cause principali includono:
- Infezioni virali: costituiscono la causa più frequente e sono spesso la prosecuzione di un comune raffreddore o di una sindrome influenzale; i virus responsabili includono rhinovirus, coronavirus e virus influenzali.
- Infezioni batteriche: sebbene meno comuni delle virali, possono insorgere come sovrainfezione quando il muco ristagna troppo a lungo; i batteri più coinvolti sono lo Streptococcus pneumoniae, l’Haemophilus influenzae e la Moraxella catarrhalis.
- Fattori allergici: la rinite allergica può causare un edema della mucosa nasale tale da bloccare il drenaggio dei seni paranasali.
- Anomalie anatomiche: la presenza di un setto nasale deviato, di ipertrofia dei turbinati o di polipi nasali può facilitare l’insorgenza del disturbo ostruendo meccanicamente le vie di passaggio.
- Infezioni odontogene: in alcuni casi, processi infettivi a carico delle radici dei denti dell’arcata superiore possono diffondersi direttamente al seno mascellare adiacente.
Sintomatologia
Il quadro clinico della sinusite acuta è caratterizzato da una combinazione di sintomi locali e sistemici che permettono di distinguere l’infiammazione da un semplice raffreddore. I disturbi principali sono:
- Dolore o pressione facciale: è il sintomo cardine, spesso localizzato sulla fronte, sotto gli occhi o alla radice del naso; tende a peggiorare quando il paziente china la testa in avanti.
- Congestione nasale: sensazione di naso chiuso che ostacola la normale respirazione.
- Rinorea purulenta: presenza di secrezioni nasali dense, di colore giallastro o verdastro, che possono fuoriuscire dalle narici o scivolare in gola (gocciolamento retronasale).
- Riduzione dell’olfatto: nota come iposmia, è causata dall’infiammazione della mucosa olfattiva.
- Cefalea: mal di testa spesso sordo e persistente, localizzato nella zona dei seni colpiti.
- Tosse: spesso più intensa durante la notte, stimolata dal muco che scende verso le vie respiratorie inferiori.
- Febbre: può essere presente, specialmente nelle forme di origine batterica.
- Sintomi correlati: possono manifestarsi anche alitosi, mal di denti, senso di ovattamento auricolare e stanchezza generale.
Diagnosi
La diagnosi della sinusite acuta è prevalentemente clinica e si basa sulla raccolta della storia medica del paziente e sull’esame fisico. Il medico specialista in otorinolaringoiatria può avvalersi di:
- Anamnesi: valutazione della durata e della progressione dei sintomi per distinguere la natura virale da quella batterica.
- Esame obiettivo: pressione sulle aree del viso corrispondenti ai seni per verificare la presenza di dolore.
- Rinoscopia anteriore: ispezione delle cavità nasali per osservare lo stato della mucosa e l’eventuale presenza di pus.
- Endoscopia nasale: utilizzo di una sottile fibra ottica per visualizzare con precisione le strutture interne e gli osti sinusali.
- Imaging: la tomografia computerizzata (TC) dei seni paranasali non è necessaria per la diagnosi di routine, ma viene richiesta in caso di sospette complicazioni, sintomi persistenti o per pianificare un eventuale intervento chirurgico.
Gestione e monitoraggio
Spetta al medico specialista, dopo un’adeguata valutazione, individuare la causa e definire la gestione più appropriata per ciascun paziente. È consigliabile richiedere un consulto soprattutto quando la situazione persiste nel tempo o tende a intensificarsi.