La scoliosi dolorosa è una condizione clinica caratterizzata da una curvatura anomala della colonna vertebrale associata a una sintomatologia algica significativa. Mentre la scoliosi idiopatica dell’adolescente è spesso asintomatica, la comparsa di dolore deve essere sempre indagata con attenzione, in quanto può segnalare processi degenerativi sottostanti o patologie specifiche. Si parla di scoliosi quando si verifica una deviazione laterale della colonna superiore ai 10 gradi Cobb, accompagnata da una rotazione dei corpi vertebrali che determina la formazione del tipico gibbo.
Eziologia
Le cause della scoliosi dolorosa possono variare sensibilmente in base all’età del paziente e alla natura della deformità. I principali fattori eziologici includono:
- Processi degenerativi: nell’adulto e nell’anziano, l’usura dei dischi intervertebrali e delle articolazioni faccettarie (artrosi) è la causa principale. Questo fenomeno, noto come scoliosi de novo, causa instabilità e compressione delle strutture nervose.
- Scoliosi idiopatica evolutiva: una curvatura preesistente dall’adolescenza può peggiorare in età adulta a causa della forza di gravità e dello squilibrio muscolare, diventando sintomatica.
- Patologie sottostanti: in alcuni casi, il dolore è il segnale di condizioni più gravi come tumori spinali, infezioni (spondilodisciti) o malformazioni congenite come la spina bifida.
- Squilibri biomeccanici: l’asimmetria del tronco porta a un sovraccarico eccentrico dei muscoli paravertebrali, che si affaticano precocemente causando contratture dolorose.
Sintomatologia
Il quadro clinico della scoliosi dolorosa non si limita alla sola deformità visibile, ma coinvolge diverse manifestazioni:
- Lombalgia e dorsalgia: dolore localizzato a livello della colonna che peggiora con la stazione eretta prolungata o con gli sforzi fisici.
- Radicolopatia: dolore che si irradia agli arti inferiori (sciatica) o superiori, causato dalla compressione delle radici nervose all’interno del canale vertebrale ristretto o nei forami di coniugazione.
- Affaticamento muscolare: senso di stanchezza muscolare asimmetrica, spesso localizzata dal lato della convessità della curva.
- Alterazioni posturali evidenti: spalle ad altezze differenti, bacino sbilanciato, inclinazione laterale del tronco e presenza di un gibbo costale quando ci si flette in avanti.
- Limitazione funzionale: riduzione della mobilità della schiena e della capacità di svolgere le normali attività quotidiane.
Diagnosi
L’iter diagnostico deve essere accurato per escludere cause secondarie e quantificare la gravità della deformità:
- Esame obiettivo: valutazione clinica della postura, della flessibilità della colonna e test neurologici per verificare la forza e i riflessi degli arti.
- Radiografia della colonna completa: eseguita in ortostatismo (in piedi), permette di misurare l’angolo di Cobb e valutare la rotazione vertebrale.
- Risonanza magnetica (RM): fondamentale se è presente dolore intenso o deficit neurologici, per visualizzare lo stato dei dischi, del midollo e delle radici nervose.
- Tomografia computerizzata (TC): utile per uno studio dettagliato delle componenti ossee e per pianificare eventuali interventi chirurgici.
Inquadramento clinico
Per un inquadramento accurato è indispensabile la valutazione di un medico specialista, che terrà conto della causa, dell’intensità dei sintomi e delle caratteristiche individuali. È sempre preferibile affidarsi a un professionista piuttosto che a soluzioni autonome.