La rettocolite ulcerosa (RCU) è una malattia infiammatoria cronica intestinale che colpisce principalmente la mucosa del retto e, in modo variabile, può estendersi a parte o alla totalità del colon. Si tratta di una condizione caratterizzata da un andamento recidivante, ovvero dall’alternanza di fasi di remissione, in cui il paziente è asintomatico, e fasi di riacutizzazione in cui l’infiammazione si manifesta con forza. A differenza del morbo di Crohn, l’infiammazione nella rettocolite ulcerosa è continua e limitata allo strato più superficiale della parete intestinale, ovvero la mucosa e la sottomucosa.
Eziologia
Le cause esatte della rettocolite ulcerosa non sono ancora del tutto note, ma la comunità scientifica concorda nel definire la patologia come multifattoriale. La genesi della malattia sembra derivare da una combinazione di diversi elementi:
- Predisposizione genetica: la familiarità gioca un ruolo significativo, poiché circa il 10-20% dei pazienti ha un parente stretto affetto da una malattia infiammatoria cronica intestinale.
- Risposta immunitaria: si ipotizza che il sistema immunitario attacchi erroneamente le cellule della mucosa intestinale in risposta a stimoli esterni o alterazioni della flora batterica (microbiota).
- Fattori ambientali: lo stile di vita occidentale, la dieta e l’uso di alcuni farmaci possono influenzare l’esordio della patologia. È curioso notare un’associazione inversa con il fumo di sigaretta, che sembra avere un effetto protettivo sulla RCU, sebbene il fumo rimanga dannoso per la salute generale.
Sintomatologia
I sintomi della rettocolite ulcerosa possono variare sensibilmente in base all’estensione dell’infiammazione e alla gravità delle lesioni ulcerose. I segnali clinici più frequenti includono:
- Diarrea ematica: è il sintomo cardine, caratterizzato da evacuazioni frequenti e liquide frammiste a sangue, muco o pus. Nei casi più severi, le scariche possono verificarsi anche durante le ore notturne.
- Dolore addominale: spesso si manifesta sotto forma di crampi, localizzati prevalentemente nei quadranti inferiori dell’addome, che tendono a migliorare temporaneamente dopo l’evacuazione.
- Tenesmo rettale: una sensazione costante di urgenza e di incompleto svuotamento dell’intestino, accompagnata talvolta da dolore anale o bruciore.
- Manifestazioni sistemiche: durante le fasi acute possono comparire febbre, stanchezza cronica (astenia), perdita di appetito e calo ponderale dovuto al malassorbimento dei nutrienti.
- Sintomi extra-intestinali: la malattia può coinvolgere altri organi, causando dolori articolari (artrite), infiammazioni oculari (uveite o episclerite) o lesioni cutanee come l’eritema nodoso.
Diagnosi
La diagnosi richiede un approccio integrato che permetta di distinguere la rettocolite ulcerosa da altre patologie intestinali simili. Il percorso diagnostico comprende:
- Anamnesi ed esame obiettivo: valutazione dei sintomi riferiti dal paziente e controllo del peso e dello stato nutrizionale.
- Esami del sangue: utili per rilevare indici di infiammazione (come la proteina C reattiva o la ves) e la presenza di anemia dovuta alla perdita cronica di sangue.
- Esame delle feci: fondamentale per escludere infezioni batteriche e per misurare la calprotectina fecale, un marcatore molto sensibile dell’infiammazione intestinale.
- Colonscopia con biopsia: rappresenta l’esame standard per visualizzare direttamente le ulcere e prelevare piccoli campioni di tessuto da analizzare al microscopio.
- Ecografia delle anse intestinali: una tecnica non invasiva utile per monitorare lo spessore della parete intestinale e la risposta alle terapie.
L’importanza della valutazione medica
La corretta gestione presuppone una diagnosi accurata, che solo il medico specialista può formulare al termine di un’adeguata valutazione clinica. In presenza di sintomi che destano dubbio o preoccupazione è sempre preferibile rivolgersi a un professionista.