La prostatite è una condizione clinica caratterizzata dall’infiammazione della ghiandola prostatica, un organo del sistema riproduttivo maschile deputato alla produzione del liquido seminale. Si tratta di un disturbo estremamente diffuso che può colpire uomini di ogni età, sebbene si riscontri con maggiore frequenza nella fascia compresa tra i 30 e i 50 anni. Esistono diverse forme di questa patologia, classificate in base alla durata dei sintomi e alla causa scatenante: la forma acuta batterica, la forma cronica batterica, la sindrome dolorosa pelvica cronica (abatterica) e la forma asintomatica.
Le cause della prostatite sono molteplici e variano sensibilmente a seconda della tipologia diagnosticata. Nella prostatite batterica, l’infezione è generalmente causata da microorganismi provenienti dal tratto urinario o dall’intestino retto che risalgono attraverso l’uretra. I batteri più frequentemente isolati sono l’Escherichia coli, la Klebsiella e il Proteus. Esistono inoltre diversi fattori di rischio che possono favorire l’insorgenza di un’infiammazione:
I sintomi della prostatite possono manifestarsi in modo brusco (forma acuta) o presentarsi con un’intensità minore ma persistente nel tempo (forma cronica). Il quadro clinico è spesso dominato da disturbi urinari e dolore localizzato. I segnali più comuni includono:
È importante notare che nella prostatite asintomatica il paziente non riferisce alcun fastidio e la diagnosi avviene casualmente durante esami condotti per altre motivazioni.
Il percorso diagnostico inizia con un’accurata anamnesi e un esame obiettivo condotto dal medico specialista in urologia. La valutazione clinica comprende solitamente:
La corretta gestione presuppone una diagnosi accurata, che solo il medico specialista può formulare al termine di un’adeguata valutazione clinica. In presenza di sintomi che destano dubbio o preoccupazione è sempre preferibile rivolgersi a un professionista.