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Pressione bassa (ipotensione ortostatica)

La pressione bassa, o ipotensione, è una condizione frequente durante la gestazione, caratterizzata da valori pressori inferiori a 90/60 mmHg. In particolare, l’ipotensione ortostatica si manifesta come un brusco calo della pressione sanguigna quando la donna passa rapidamente dalla posizione distesa o seduta a quella eretta. Sebbene sia spesso considerata un fenomeno fisiologico legato ai cambiamenti circolatori della gravidanza, può causare sintomi fastidiosi che interferiscono con il benessere quotidiano della futura mamma.

Eziologia

Le cause della pressione bassa in gravidanza sono molteplici e prevalentemente di natura ormonale e meccanica. I fattori principali includono:

  • Effetto del progesterone: questo ormone induce un significativo rilassamento delle pareti dei vasi sanguigni (vasodilatazione), riducendo la resistenza periferica e favorendo il calo pressorio.
  • Espansione del sistema circolatorio: durante la gravidanza, il volume ematico aumenta del 30-50% per garantire l’apporto di nutrienti al feto, ma i vasi si dilatano in misura maggiore, portando a una pressione interna ridotta.
  • Compressione della vena cava: specialmente nel secondo e terzo trimestre, l’utero aumentato di volume può comprimere la vena cava inferiore quando la donna è in posizione supina, riducendo il ritorno venoso al cuore.
  • Gravità: nel passaggio alla stazione eretta, il sangue tende a ristagnare negli arti inferiori; se il sistema venoso non reagisce prontamente, si verifica l’ipotensione ortostatica.
  • Fattori predisponenti: disidratazione, anemia, calore eccessivo o ipoglicemia possono esacerbare la condizione.

Sintomatologia

I sintomi dell’ipotensione ortostatica compaiono solitamente nei primi istanti dopo essersi alzate e tendono a risolversi sdraiandosi nuovamente. Il quadro clinico comprende:

  • Capogiri e vertigini: sensazione di instabilità o di “testa vuota”.
  • Visione offuscata: annebbiamento visivo transitorio o percezione di “scintille”.
  • Debolezza e affaticamento: stanchezza cronica che può peggiorare durante la giornata.
  • Nausea: spesso associata alla sensazione di mancamento.
  • Sincope o svenimento: perdita temporanea di coscienza causata dal ridotto afflusso di ossigeno al cervello, con rischio di cadute accidentali.
  • Palpitazioni: aumento della frequenza cardiaca nel tentativo di compensare la bassa pressione.

Diagnosi

La diagnosi è prevalentemente clinica e si avvale del monitoraggio costante dei parametri vitali. Il medico specialista esegue solitamente:

  • Anamnesi accurata: valutazione della tempistica di comparsa dei sintomi e dei fattori scatenanti.
  • Misurazione differenziale della pressione: rilevazione dei valori in posizione distesa e subito dopo l’assunzione della posizione eretta per verificare la variazione dei millimetri di mercurio.
  • Esami del sangue: per escludere anemia (emocromo) o squilibri elettrolitici che potrebbero aggravare l’ipotensione.
  • Diario pressorio: monitoraggio domiciliare per distinguere tra ipotensione fisiologica e forme patologiche.

Il percorso di gestione

L’approccio più indicato viene stabilito caso per caso dal medico specialista, sulla base di un’attenta valutazione clinica. Quando i sintomi si presentano in modo persistente o marcato, è consigliabile richiedere quanto prima un parere medico qualificato.

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