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Poliposi nasale

La poliposi nasale è una patologia infiammatoria cronica che colpisce la mucosa delle fosse nasali e dei seni paranasali. Si manifesta attraverso la formazione di escrescenze benigne, soffici e indolori, chiamate polipi, che visivamente ricordano piccole gocce gelatinose o chicchi d’uva sbucciati. Queste formazioni tendono a svilupparsi simmetricamente in entrambe le narici, originandosi prevalentemente dalle cellule dell’etmoide o dal seno mascellare. Sebbene non siano di natura cancerosa, la loro crescita progressiva può ostruire significativamente le vie aeree, compromettendo la qualità della vita del paziente.

Eziologia

Le cause esatte che portano alla formazione dei polipi nasali non sono ancora del tutto chiarite, ma la comunità scientifica concorda su una genesi multifattoriale legata a uno stato di infiammazione cronica della mucosa. Diversi fattori e condizioni patologiche possono predisporre un individuo allo sviluppo di questa condizione:

  • Asma bronchiale: circa il 40% dei soggetti con poliposi nasale soffre anche di asma.
  • Rinite e sinusite cronica: le infezioni ricorrenti e gli stati infiammatori persistenti favoriscono la proliferazione del tessuto mucoso.
  • Fattori genetici: esiste una provata familiarità e predisposizione ereditaria legata alla funzionalità del sistema immunitario.
  • Sensibilità all’aspirina: nota come triade di Samter, l’associazione tra poliposi, asma e intolleranza ai salicilati identifica forme spesso più severe.
  • Fibrosi cistica: nei bambini, la presenza di polipi nasali è un segnale d’allerta che richiede spesso test per escludere questa malattia metabolica.
  • Allergie respiratorie: la reattività a pollini, acari o muffe può esacerbare l’edema della mucosa.

Sintomatologia

Nelle fasi iniziali, i polipi possono essere asintomatici. Tuttavia, con l’aumentare delle dimensioni, il quadro clinico diventa caratteristico e include:

  • Ostruzione nasale: sensazione di naso chiuso o tappato che non migliora con i comuni decongestionanti.
  • Iposmia o anosmia: riduzione o perdita totale della capacità di percepire gli odori, che spesso trascina con sé un’alterazione del gusto (ageusia).
  • Rinorrea: secrezione nasale costante, che può manifestarsi come naso che cola anteriormente o come scolo retronasale verso la gola.
  • Dolore facciale e cefalea: senso di pressione e pesantezza a livello della fronte, degli occhi e degli zigomi.
  • Russamento e apnee notturne: la respirazione forzata attraverso la bocca durante il sonno compromette il riposo.
  • Voce nasale: alterazione del timbro vocale dovuta alla riduzione delle cavità di risonanza.

Diagnosi

L’iter diagnostico è fondamentale per distinguere la poliposi bilaterale tipica da forme monolaterali potenzialmente sospette. Il medico specialista si avvale di:

  • Anamnesi ed esame obiettivo: valutazione dei sintomi e della storia clinica del paziente.
  • Rinofibroscopia: esame endoscopico mediante fibre ottiche flessibili che permette di visualizzare direttamente i polipi e la loro estensione.
  • Tomografia computerizzata (TC): indagine radiologica senza contrasto essenziale per mappare l’impegno dei seni paranasali e pianificare un eventuale intervento.
  • Risonanza magnetica (RM): indicata soprattutto nei casi di poliposi monolaterale per escludere neoplasie.
  • Test allergologici e citologia nasale: per identificare i fattori scatenanti e il tipo di infiammazione (eosinofila o neutrofila).
  • Biopsia: necessaria qualora le neoformazioni presentino caratteristiche atipiche o sanguinamenti frequenti.

Il ruolo del medico specialista

Per un inquadramento accurato è indispensabile la valutazione di un medico specialista, che terrà conto della causa, dell’intensità dei sintomi e delle caratteristiche individuali. È sempre preferibile affidarsi a un professionista piuttosto che a soluzioni autonome.

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