La perdita di volumi del viso è un processo multidimensionale legato all’invecchiamento strutturale che va oltre la semplice comparsa di rughe superficiali. In un volto giovane, i volumi sono distribuiti in modo da creare il cosiddetto triangolo della giovinezza, con zigomi alti e pieni e una linea mandibolare ben definita. Con il passare degli anni, questo triangolo tende a invertirsi a causa di un progressivo svuotamento delle aree superiori e di un cedimento dei tessuti verso il basso, conferendo al volto un aspetto più stanco, scavato e meno armonioso.
Eziologia
Le cause della perdita di volume facciale sono molteplici e coinvolgono diversi strati anatomici dell’organismo. I fattori principali includono:
- Invecchiamento biologico: la naturale riduzione della produzione di collagene ed elastina compromette la struttura di sostegno della pelle, rendendola meno elastica e più soggetta alla forza di gravità.
- Riassorbimento osseo: con l’età, le ossa del cranio subiscono un processo di rimodellamento e riduzione volumetrica, specialmente nelle aree degli zigomi, delle orbite e della mascella, facendo mancare il supporto strutturale ai tessuti molli sovrastanti.
- Redistribuzione del tessuto adiposo: i compartimenti adiposi del viso (i cuscinetti di grasso) tendono a ridursi e a scivolare verso il basso. Questo svuotamento è particolarmente evidente nelle tempie e nelle guance.
- Cambiamenti ormonali: la diminuzione degli estrogeni, tipica della menopausa, accelera la perdita di densità cutanea e la degradazione delle fibre elastiche.
- Fattori ambientali e stile di vita: l’esposizione cronica ai raggi UV (fotoinvecchiamento), il fumo di sigaretta, lo stress ossidativo e una dieta povera di nutrienti essenziali accelerano drasticamente il deterioramento cellulare.
Sintomatologia
La sintomatologia non è legata a una patologia dolorosa, ma a manifestazioni visibili che alterano l’estetica e la percezione del benessere del paziente. I segnali caratteristici comprendono:
- Svuotamento delle tempie e della regione degli zigomi, che appaiono meno proiettati.
- Accenturazione del solco lacrimale e comparsa di occhiaie più profonde.
- Appesantimento del terzo inferiore del viso, con la formazione dei cosiddetti jowls o bargigli lungo la linea della mandibola.
- Approfondimento delle pieghe nasolabiali (i solchi tra naso e bocca) e delle rughe della marionetta.
- Aspetto del viso cadente o svuotato, spesso associato a una sensazione soggettiva di apparire costantemente affaticati o tristi.
Diagnosi
La diagnosi della perdita di volumi è essenzialmente clinica e viene effettuata da un medico specialista attraverso un’analisi visiva e palpatoria accurata. Durante la valutazione, il medico prende in considerazione:
- Analisi morfologica: valutazione delle proporzioni del viso e individuazione delle aree di ombra create dai solchi e dai vuoti tessutali.
- Valutazione della lassità cutanea: test della dinamica dei tessuti per distinguere tra un semplice cedimento della pelle e un effettivo deficit volumetrico sottostante.
- Anamnesi: raccolta di informazioni su eventuali perdite di peso repentine, abitudini di esposizione solare e storia clinica generale del paziente.
Quando consultare un professionista
Poiché le manifestazioni e le cause possono variare sensibilmente da persona a persona, la gestione deve essere personalizzata e definita dal medico specialista. Un consulto professionale è il modo più sicuro per ottenere un inquadramento corretto ed evitare valutazioni errate.