L’otite esterna è un’infiammazione acuta o cronica che colpisce la pelle del condotto uditivo esterno, ovvero il canale che collega l’orecchio esterno al timpano. Questa condizione, nota popolarmente come orecchio del nuotatore, è particolarmente frequente durante i mesi estivi a causa della maggiore esposizione all’acqua e all’umidità. Sebbene possa interessare individui di ogni età, l’infiammazione tende a manifestarsi con maggiore intensità quando le naturali barriere protettive dell’orecchio, come il cerume, vengono compromesse.
Eziologia
Le cause dell’otite esterna sono prevalentemente di natura infettiva, ma possono intervenire anche fattori irritativi o allergici. I principali agenti e meccanismi coinvolti includono:
- Infezioni batteriche: i batteri più comunemente responsabili sono lo Pseudomonas aeruginosa e lo Staphylococcus aureus. Questi microrganismi proliferano facilmente in ambienti caldi e umidi.
- Infezioni fungine: meno frequenti dei batteri, i funghi come l’Aspergillus o la Candida possono causare l’otomicosi, spesso favorita da climi tropicali o dall’uso prolungato di gocce antibiotiche.
- Microtraumi locali: l’uso scorretto di bastoncini di cotone o altri oggetti per la pulizia può creare piccole lesioni cutanee che fungono da porta d’ingresso per i patogeni.
- Rimozione del cerume: una pulizia eccessiva o l’esposizione continua all’acqua (cloro della piscina o acqua di mare) rimuovono il cerume, che ha una funzione protettiva e antibatterica naturale.
- Patologie sottostanti: condizioni come il diabete mellito, la dermatite atopica, la psoriasi o stati di immunodeficienza possono rendere il condotto uditivo più vulnerabile alle infezioni.
Sintomatologia
Il quadro clinico dell’otite esterna si sviluppa solitamente in modo rapido, spesso entro 48 ore dall’insorgenza dell’insulto. I sintomi più comuni comprendono:
- Otalgia intensa: il dolore è spesso il sintomo dominante e può diventare estremamente acuto quando si preme sul trago (la sporgenza davanti al condotto) o si tira il padiglione auricolare.
- Prurito: frequente nelle fasi iniziali o nelle forme causate da funghi (otomicosi).
- Otorrea: fuoriuscita di liquido dal condotto uditivo, che può apparire trasparente, sieroso o purulento (giallastro).
- Ipoacusia: una riduzione temporanea dell’udito o una sensazione di orecchio ovattato causata dal gonfiore (edema) del condotto o dall’accumulo di detriti.
- Edema e arrossamento: la pelle del condotto appare visibilmente gonfia, rossa e talvolta ristretta.
Diagnosi
La diagnosi è essenzialmente clinica e viene effettuata dal medico specialista attraverso un’accurata anamnesi e un esame obiettivo. Gli strumenti e le procedure includono:
- Otoscopia: l’ispezione del condotto uditivo tramite l’otoscopio permette di visualizzare lo stato della cute, la presenza di secrezioni e l’eventuale integrità della membrana timpanica.
- Palpazione: la valutazione del dolore indotto dal movimento del padiglione auricolare è un segno distintivo rispetto all’otite media.
- Tampone auricolare: eseguito raramente nelle forme acute semplici, diventa necessario nei casi ricorrenti, cronici o che non rispondono alla terapia standard per identificare con precisione il microrganismo responsabile.
Il percorso di gestione
In questi casi è essenziale evitare il fai-da-te e rivolgersi a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nella sua interezza. Sarà il professionista a indicare il percorso più appropriato in base alle specifiche necessità del paziente.