La neuropatia da chemioterapia, definita in ambito clinico come neuropatia periferica indotta da chemioterapia (CIPN), rappresenta una delle complicanze più comuni e invalidanti dei trattamenti oncologici moderni. Questa condizione è causata dal danno diretto che alcuni farmaci antitumorali esercitano sulle fibre nervose del sistema nervoso periferico, ovvero quei nervi che trasmettono le informazioni sensoriali e i segnali motori tra il midollo spinale e il resto del corpo. La sua incidenza è molto elevata e varia in base al tipo di farmaco utilizzato, interessando tra il 19% e l’85% dei pazienti. La gravità della patologia può influenzare significativamente la qualità di vita del malato, portando in alcuni casi alla necessità di ridurre i dosaggi della chemioterapia o di sospendere temporaneamente il trattamento per evitare danni neurologici permanenti.
Le cause della neuropatia da chemioterapia risiedono nella tossicità intrinseca di diverse classi di medicinali antiblastici. Questi farmaci, pur essendo efficaci nel distruggere le cellule tumorali, non possiedono una selettività assoluta e possono colpire le strutture dei neuroni periferici, che non sono protette dalla barriera emato-encefalica. I principali meccanismi patogenetici includono: lo stress ossidativo, l’infiammazione dei tessuti nervosi, il danno ai mitocondri cellulari e l’alterazione del trasporto di proteine all’interno degli assoni. Le classi di farmaci maggiormente associate a questo disturbo sono:
Oltre al tipo di principio attivo, il rischio di sviluppare una neuropatia dipende da: la dose cumulativa somministrata, la durata della terapia e la combinazione di più farmaci neurotossici. Esistono inoltre dei fattori di rischio individuali che possono predisporre al danno, quali: la presenza preesistente di diabete mellito, l’abuso di alcol, carenze vitaminiche (in particolare del gruppo B) e, secondo recenti studi, specifiche alterazioni del microbiota intestinale che sembrano modulare la percezione del dolore.
I sintomi della neuropatia da chemioterapia tendono a manifestarsi in modo simmetrico e solitamente iniziano dalle parti più distali degli arti, evolvendo con uno schema tipico definito “a guanto e a calza”. La sintomatologia si suddivide principalmente in tre categorie:
In molti casi, i sintomi regrediscono gradualmente dopo la fine del trattamento, ma in circa il 40% dei pazienti la neuropatia può cronicizzarsi, trasformandosi in una condizione di dolore persistente che richiede una gestione a lungo termine.
La diagnosi di neuropatia da chemioterapia è essenzialmente clinica e si avvale della collaborazione tra l’oncologo e il neurologo. Il processo diagnostico prevede:
Solo il medico specialista, dopo aver inquadrato correttamente il problema, può indicare l’approccio più appropriato al singolo caso. È quindi opportuno consultare un professionista qualificato, soprattutto quando i sintomi sono persistenti, ricorrenti o di particolare intensità.
Mater Dei General Hospital sarà chiusa dal 1° agosto al 30 agosto per lavori di ristrutturazione.
Durante questo periodo sarà possibile prenotare visite ed esami in Paideia International Hospital.