Il neurinoma dell’acustico, noto in ambito medico come schwannoma vestibolare, è un tumore benigno a crescita lenta che si sviluppa sul nervo vestibolococleare, ovvero l’ottavo nervo cranico. Questo nervo è responsabile della trasmissione delle informazioni riguardanti l’udito e l’equilibrio dall’orecchio interno al cervello. Sebbene il termine possa spaventare, si tratta di una neoplasia non cancerosa che non produce metastasi, ma che può causare disturbi significativi a causa della pressione esercitata sulle delicate strutture nervose circostanti all’interno del canale uditivo e della scatola cranica.
Eziologia
L’origine del neurinoma dell’acustico è legata a una proliferazione incontrollata delle cellule di Schwann, le quali hanno il compito fisiologico di rivestire e isolare le fibre nervose con una guaina mielinica. La causa precisa di questo fenomeno non è ancora del tutto nota, tuttavia la ricerca scientifica ha individuato alcuni fattori determinanti:
- Mutazioni genetiche: nella maggior parte dei casi si riscontra un malfunzionamento di un gene situato sul cromosoma 22. Questo gene dovrebbe produrre una proteina chiamata merlina, che agisce come soppressore tumorale controllando la crescita delle cellule di Schwann.
- Neurofibromatosi di tipo 2 (NF2): circa il 5% dei casi è associato a questa rara sindrome genetica ereditaria. In questi pazienti, il neurinoma si presenta spesso in forma bilaterale, interessando entrambi i nervi acustici.
- Fattori ambientali: sebbene meno documentati, alcuni studi suggeriscono che l’esposizione prolungata a rumori molto forti o a radiazioni terapeutiche pregresse sulla zona della testa possa aumentare leggermente il rischio di sviluppare la patologia.
Sintomatologia
I sintomi del neurinoma dell’acustico tendono a manifestarsi in modo molto graduale, spesso nel corso di anni, poiché il tumore cresce solitamente con un ritmo di circa 1-2 millimetri all’anno. I segnali principali includono:
- Ipoacusia monolaterale: una perdita progressiva dell’udito che interessa un solo orecchio è il sintomo più frequente, presente in oltre il 90% dei pazienti.
- Acufeni: la percezione di ronzii, fischi o sibili costanti nell’orecchio colpito dal tumore.
- Vertigini e instabilità: poiché il tumore origina spesso dalla branca vestibolare del nervo, possono verificarsi episodi di vertigine o una sensazione generale di disequilibrio.
- Parestesie facciali: se la massa tumorale cresce fino a comprimere il nervo trigemino, il paziente può avvertire formicolio o intorpidimento su un lato del volto.
- Sintomi avanzati: nei rari casi in cui il tumore raggiunge dimensioni considerevoli, può verificarsi cefalea, visione doppia, difficoltà nella deglutizione o segni di idrocefalo dovuti alla pressione sul tronco encefalico.
Diagnosi
La diagnosi precoce è fondamentale per gestire al meglio la condizione e prevenire danni permanenti all’udito. Il percorso diagnostico prevede solitamente:
- Esame audiometrico: per quantificare con precisione la perdita uditiva e verificare se il danno è di tipo neurosensoriale.
- Risonanza magnetica (RM) con mezzo di contrasto: rappresenta il gold standard diagnostico. Grazie all’utilizzo del gadolinio, permette di visualizzare anche tumori di pochissimi millimetri e di definirne con esattezza la posizione rispetto ai nervi cranici.
- Tomografia computerizzata (TC): utile per valutare eventuali erosioni ossee a carico del condotto uditivo interno.
- Potenziali evocati uditivi (ABR): un test neurofisiologico che valuta la velocità di conduzione dell’impulso elettrico lungo il nervo acustico.
Gestione e monitoraggio
Spetta al medico specialista, dopo un’adeguata valutazione, individuare la causa e definire la gestione più appropriata per ciascun paziente. È consigliabile richiedere un consulto soprattutto quando la situazione persiste nel tempo o tende a intensificarsi.