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Morbo di Addison (sintomi)

Il morbo di Addison, definito anche insufficienza surrenalica cronica primaria, è una patologia endocrina rara e potenzialmente grave che deriva da un danno progressivo alla corteccia delle ghiandole surrenali. Queste piccole ghiandole, situate sopra i reni, svolgono un ruolo vitale nella produzione di ormoni essenziali come il cortisolo, spesso chiamato ormone dello stress, e l’aldosterone, responsabile della regolazione della pressione arteriosa e dell’equilibrio dei sali minerali nel sangue. Quando la funzionalità surrenalica scende al di sotto del 90%, l’organismo non è più in grado di far fronte alle richieste metaboliche quotidiane, portando a una sintomatologia sfumata che può evolvere in quadri clinici severi.

Eziologia

Le cause alla base del morbo di Addison sono molteplici e possono essere raggruppate in diverse categorie cliniche. La causa più frequente nei paesi sviluppati, responsabile di circa il 70-80% dei casi, è l’autoimmunità: il sistema immunitario del paziente produce anticorpi che attaccano erroneamente le proprie ghiandole surrenali, distruggendone i tessuti. Questa forma può presentarsi in modo isolato o all’interno di sindromi poliendocrine autoimmuni, dove si associano altre patologie come il diabete di tipo 1 o la tiroidite di Hashimoto.

A livello globale, tuttavia, le patologie infettive rappresentano ancora un fattore scatenante rilevante. Tra queste includono: la tubercolosi, che può diffondersi ai surreni distruggendoli; le infezioni fungine sistemiche; le complicanze legate all’HIV. Altre cause meno comuni comprendono emorragie surrenaliche bilaterali, spesso legate a terapie anticoagulanti o sepsi, metastasi tumorali, malattie genetiche rare come l’adrenoleucodistrofia o la rimozione chirurgica delle ghiandole. In alcuni casi, l’insufficienza può essere una conseguenza iatrogena dovuta alla sospensione brusca di terapie prolungate con farmaci corticosteroidi.

Sintomatologia

I sintomi del morbo di Addison compaiono solitamente in modo insidioso e lento, motivo per cui la diagnosi viene spesso formulata tardivamente. Nelle fasi iniziali, i pazienti riferiscono segni aspecifici che includono: astenia cronica (stanchezza estrema), debolezza muscolare diffusa, perdita di appetito e un calo ponderale involontario. Un segno clinico distintivo e altamente specifico è l’iperpigmentazione della pelle e delle mucose: la cute assume un colorito simile a un’abbronzatura persistente, particolarmente evidente nelle zone esposte al sole, sulle nocche, sulle cicatrici e nelle pieghe palmari. È frequente osservare macchie scure anche all’interno della bocca, sulle gengive o sulle mucose genitali.

Con il progredire del deficit di aldosterone, si manifestano squilibri elettrolitici che portano a: ipotensione ortostatica (cali di pressione quando ci si alza), vertigini, sincopi e un intenso desiderio di cibi molto salati. I disturbi gastrointestinali sono comuni e comprendono nausea, vomito, dolori addominali e diarrea. Dal punto di vista psicologico, possono insorgere irritabilità, depressione e difficoltà di concentrazione. Nelle donne, la carenza di androgeni surrenalici può causare la perdita di peli ascellari e pubici e una riduzione della libido. Se non trattata, la malattia può sfociare nella crisi surrenalica o addisoniana, un’emergenza medica caratterizzata da dolore acuto, shock, confusione mentale e rischio di decesso.

Diagnosi

La diagnosi del morbo di Addison richiede un’attenta valutazione clinica integrata da esami di laboratorio specifici. Il sospetto nasce spesso dalla combinazione di iperpigmentazione e ipotensione. I test biochimici iniziali evidenziano tipicamente: bassi livelli di sodio (iponatriemia), alti livelli di potassio (iperkaliemia) e una riduzione del glucosio nel sangue (ipoglicemia). Il dosaggio del cortisolo plasmatico al mattino presto e dell’ormone adrenocorticotropo (ACTH) è fondamentale: nel morbo di Addison, il cortisolo risulta molto basso mentre l’ACTH è significativamente elevato, poiché l’ipofisi tenta inutilmente di stimolare le ghiandole danneggiate.

Il gold standard diagnostico è il test di stimolazione al Synacthen (ACTH sintetico): si misura la risposta del cortisolo dopo la somministrazione dell’ormone; se i livelli di cortisolo non aumentano, la diagnosi è confermata. Per identificare la causa sottostante, il medico può richiedere la ricerca di autoanticorpi surrenalici o esami strumentali come la TC o la risonanza magnetica dei surreni, utili per individuare segni di atrofia, calcificazioni (tipiche della tubercolosi) o masse tumorali.

Gestione clinica e ruolo dello specialista

Ogni percorso di gestione deve essere individualizzato e stabilito dal medico specialista dopo un’attenta valutazione del quadro clinico. È sempre consigliabile evitare iniziative autonome e affidarsi a un professionista, che potrà indicare l’approccio più adatto alla situazione specifica.

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