Il mal di gola ricorrente, noto in ambito clinico anche come faringite o tonsillite recidivante, è una condizione caratterizzata dalla comparsa frequente di processi infiammatori a carico della mucosa faringea e delle strutture linfatiche del cavo orale. Si parla generalmente di ricorrenza quando un individuo presenta diversi episodi acuti nell’arco di un anno, spesso intervallati da periodi di apparente benessere. Questa condizione non deve essere sottovalutata poiché, oltre a compromettere significativamente la qualità della vita quotidiana, può essere il segnale di uno squilibrio del sistema immunitario o della presenza di fattori irritativi cronici che necessitano di un inquadramento diagnostico preciso.
Eziologia
Le cause alla base del mal di gola che si ripresenta con frequenza sono molteplici e possono agire singolarmente o in combinazione. I principali fattori eziologici includono:
- Infezioni virali e batteriche: sebbene la maggior parte degli episodi acuti sia di origine virale (Rhinovirus, Adenovirus, virus influenzali), la ricorrenza è spesso legata a batteri come lo streptococco beta-emolitico di gruppo A, che può colonizzare le tonsille in modo persistente.
- Reflusso gastroesofageo: la risalita di succhi gastrici acidi lungo l’esofago fino alla faringe provoca un’irritazione chimica cronica della mucosa, rendendola più suscettibile alle infezioni.
- Fattori ambientali: l’esposizione prolungata a fumo di sigaretta, inquinamento atmosferico, aria troppo secca o ambienti eccessivamente climatizzati può infiammare le prime vie respiratorie.
- Allergie: la rinite allergica può causare il cosiddetto gocciolamento retronasale, ovvero il deflusso di muco dal naso verso la gola, che genera irritazione costante e bisogno di schiarirsi la voce.
- Ipertrofia tonsillare o adenoidea: nei bambini, la presenza di tonsille o adenoidi eccessivamente grandi può favorire il ristagno di microrganismi.
Sintomatologia
Il quadro clinico del mal di gola ricorrente può variare da una sensazione di lieve fastidio a episodi di dolore intenso. I sintomi più comuni riportati dai pazienti sono:
- Dolore alla deglutizione: noto come odinofagia, rende difficoltoso il consumo di cibi e bevande.
- Sensazione di corpo estraneo: la percezione costante di un “nodo” in gola o di irritazione.
- Raucedine: alterazione del tono della voce dovuta all’estensione dell’infiammazione verso la laringe.
- Linfonodi gonfi: ingrossamento e dolenzia dei linfonodi situati sotto la mandibola o lungo il collo.
- Tosse secca e stizzosa: spesso esacerbata durante le ore notturne o in presenza di sbalzi di temperatura.
- Alitosi: odore sgradevole dell’alito, spesso causato dalla presenza di piccole placche o detriti nelle cripte tonsillari.
Diagnosi
La diagnosi richiede un’accurata valutazione clinica condotta dal medico di medicina generale o dallo specialista otorinolaringoiatra. Il percorso diagnostico comprende:
- Anamnesi ed esame obiettivo: il medico valuta la frequenza degli episodi e osserva direttamente la gola per verificare lo stato della mucosa, la presenza di arrossamenti o secrezioni.
- Tampone faringeo: test fondamentale per distinguere un’infezione batterica da una virale, identificando l’eventuale presenza dello streptococco.
- Esami del sangue: monitoraggio dei parametri infiammatori e test per escludere patologie come la mononucleosi.
- Laringoscopia a fibre ottiche: un esame endoscopico mininvasivo che permette di visionare accuratamente la gola e le corde vocali per escludere reflusso o altre anomalie strutturali.
Gestione e monitoraggio
Il percorso più adeguato dipende dall’inquadramento complessivo effettuato dal medico specialista e non può essere generalizzato. Per questo è importante rivolgersi a personale qualificato, evitando soluzioni autonome o suggerite da fonti non professionali.