L’irsutismo femminile è una condizione clinica definita dalla crescita eccessiva di peli terminali, ovvero peli scuri, spessi e robusti, in aree del corpo della donna dove solitamente la peluria è assente o appena accennata poiché tipiche del sesso maschile. Queste zone includono solitamente il mento, il labbro superiore, il torace, la schiena, l’addome e la parte interna delle cosce. È fondamentale distinguere l’irsutismo dall’ipertricosi, la quale consiste in un aumento generalizzato della peluria in zone già normalmente villose e che non dipende da squilibri di tipo ormonale.
Eziologia
Le cause alla base dell’irsutismo sono molteplici e sono quasi sempre riconducibili a un eccesso di ormoni androgeni (iperandrogenismo) o a una eccessiva sensibilità dei follicoli piliferi a questi ormoni. Le principali condizioni eziologiche includono:
- Sindrome dell’ovaio policistico (PCOS): rappresenta la causa più frequente, interessando circa il 90-95% dei casi. Si manifesta con piccoli accumuli cistici nelle ovaie e squilibri metabolici.
- Iperplasia surrenalica congenita: una patologia ereditaria che altera la produzione di ormoni steroidei da parte delle ghiandole surrenali.
- Resistenza all’insulina: livelli elevati di insulina nel sangue possono stimolare le ovaie a produrre una quantità maggiore di testosterone.
- Menopausa: il calo fisiologico degli estrogeni può rendere più evidente l’azione degli androgeni naturalmente presenti.
- Farmaci: l’assunzione di steroidi anabolizzanti, alcuni contraccettivi orali o farmaci per la crescita dei capelli può scatenare il disturbo.
- Irsutismo idiopatico: si verifica quando non viene riscontrata una causa patologica specifica e i livelli ormonali risultano normali, suggerendo una ipersensibilità genetica dei follicoli.
- Neoplasie: in rari casi, la comparsa improvvisa di irsutismo può essere legata a tumori secernenti androgeni a livello ovarico o surrenalico.
Sintomatologia
Il sintomo cardine è la comparsa di peli duri e pigmentati in zone come il viso, il petto e il dorso. Tuttavia, l’irsutismo è spesso la manifestazione visibile di un disordine endocrino più complesso che può comprendere:
- Irregolarità del ciclo mestruale, come oligomenorrea o amenorrea (assenza di flussi).
- Presenza di acne persistente e pelle eccessivamente grassa (seborrea).
- Alopecia androgenetica, caratterizzata dal diradamento dei capelli sulla sommità del capo.
- Aumento del peso corporeo, specialmente localizzato nella zona addominale.
- Segni di virilizzazione nei casi più gravi: abbassamento del tono della voce, aumento della massa muscolare e ipertrofia clitoridea.
Diagnosi
La diagnosi di irsutismo inizia con un’accurata anamnesi e un esame obiettivo condotto dallo specialista endocrinologo o ginecologo. Il medico utilizza spesso il punteggio di Ferriman-Gallwey per quantificare visivamente l’estensione della peluria in nove aree specifiche. Il percorso diagnostico prevede:
- Esami del sangue: per misurare i livelli di testosterone totale e libero, DHEAS, prolattina e il rapporto tra ormone luteinizzante (LH) e ormone follicolo-stimolante (FSH).
- Valutazione del profilo glicemico: per individuare un’eventuale insulino-resistenza o diabete.
- Ecografia pelvica o transvaginale: per esaminare la morfologia delle ovaie e confermare il sospetto di PCOS.
- Esami di secondo livello: come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RMN) delle ghiandole surrenali, qualora si sospettino masse tumorali.
Il percorso di gestione
La gestione non può essere standardizzata, ma dipende da numerosi fattori che solo il medico specialista è in grado di valutare. Rivolgersi a un professionista consente un inquadramento corretto e sicuro, evitando interpretazioni o iniziative personali.