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Ipoacusia improvvisa

L’ipoacusia improvvisa, nota anche come sordità improvvisa o sudden sensorineural hearing loss (Ssnhl), è una condizione clinica caratterizzata da una perdita rapida della funzione uditiva, solitamente di tipo neurosensoriale, che colpisce un solo orecchio nella maggior parte dei casi. Si definisce tale quando si verifica un calo di almeno 30 decibel su tre frequenze consecutive in un arco di tempo inferiore alle 72 ore. Questa condizione rappresenta una vera e propria emergenza otologica: la rapidità dell’intervento medico è il fattore determinante per la possibilità di recupero totale o parziale dell’udito.

Eziologia

Le cause dell’ipoacusia improvvisa sono molteplici e spesso difficili da individuare con certezza; in circa il 90% dei casi, infatti, la condizione viene classificata come idiopatica, ovvero senza una causa apparente immediatamente identificabile. Tuttavia, la ricerca scientifica ha evidenziato diversi fattori potenzialmente responsabili, tra cui:

  • Infezioni virali: virus come l’herpes simplex, il citomegalovirus, il virus della parotite o quello dell’influenza possono causare un’infiammazione del nervo uditivo o della coclea.
  • Disturbi vascolari: un’improvvisa interruzione del flusso sanguigno all’orecchio interno (microinfarto cocleare) dovuta a spasmi, emboli o trombosi può danneggiare le delicate cellule ciliate.
  • Malattie autoimmuni: il sistema immunitario può erroneamente attaccare le strutture dell’orecchio interno, come accade nella sindrome di Cogan.
  • Traumi: traumi cranici, fratture dell’osso temporale o forti sbalzi di pressione (barotraumi) possono compromettere l’integrità uditiva.
  • Neoplasie: sebbene raramente, la presenza di un neurinoma del nervo acustico può esordire con una perdita uditiva improvvisa.
  • Farmaci ototossici: l’assunzione di determinati antibiotici, chemioterapici o dosi elevate di aspirina può danneggiare l’apparato uditivo.

Sintomatologia

Il sintomo principale è la percezione di una perdita dell’udito che può variare da una sensazione di orecchio ovattato a una sordità completa. Molti pazienti riferiscono di essersi svegliati al mattino con il disturbo o di aver avvertito un “click” improvviso. Altri sintomi comuni che accompagnano il quadro clinico includono:

  • Acufeni: ronzii, fischi o sibili percepiti nell’orecchio colpito.
  • Vertigini: sensazione di instabilità o di rotazione dell’ambiente circostante, che indica un coinvolgimento del sistema vestibolare.
  • Pienezza auricolare: una sgradevole sensazione di pressione o di orecchio tappato.
  • Difficoltà nella comprensione delle parole: specialmente in ambienti rumorosi o durante l’uso del telefono.

Diagnosi

La diagnosi deve essere formulata tempestivamente da un medico otorinolaringoiatra. Il percorso diagnostico prevede solitamente:

  • Anamnesi ed esame obiettivo: per valutare la modalità di insorgenza e la presenza di tappi di cerume o infezioni visibili.
  • Esame audiometrico tonale: fondamentale per quantificare la perdita uditiva e confermare la natura neurosensoriale del danno.
  • Esame impedenzometrico: per escludere patologie dell’orecchio medio.
  • Esami di laboratorio: per ricercare segni di infezioni, infiammazioni o disordini metabolici.
  • Risonanza magnetica (Rm) con mezzo di contrasto: prescritta per escludere la presenza di patologie retrococleari come il neurinoma del nervo acustico.

Quando rivolgersi allo specialista

L’individuazione della causa e la conseguente gestione vanno sempre affidate a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nel suo insieme. In caso di sintomi che non regrediscono o tendono a peggiorare, è importante non rimandare il consulto medico.

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