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Infertilità maschile

L’infertilità maschile è una condizione clinica caratterizzata dalla ridotta capacità riproduttiva dell’uomo, che si manifesta con l’impossibilità di ottenere un concepimento naturale dopo almeno dodici mesi di rapporti sessuali regolari e non protetti. Si stima che questa problematica interessi circa il 7% della popolazione maschile e sia responsabile, da sola o in combinazione con fattori femminili, di circa il 50% dei casi di infertilità di coppia. È fondamentale distinguere l’infertilità dalla sterilità: mentre la seconda indica una condizione assoluta e spesso irreversibile dovuta all’assenza totale di spermatozoi o all’impossibilità di produrne, l’infertilità rappresenta frequentemente una situazione trattabile o superabile attraverso specifiche terapie mediche, chirurgiche o tecniche di procreazione assistita.

Eziologia

Le cause dell’infertilità maschile sono estremamente eterogenee e possono essere classificate in diverse categorie in base al distretto interessato e al meccanismo patogenetico. I principali fattori includono:

  • Varicocele: rappresenta la causa più frequente, riscontrata in circa il 25-35% degli uomini infertili. Si tratta di una dilatazione delle vene del plesso pampiniforme nello scroto, che provoca un aumento della temperatura testicolare e un accumulo di sostanze tossiche, danneggiando la qualità e il Dna degli spermatozoi.
  • Infezioni delle vie uro-seminali: processi infiammatori a carico di prostata, testicoli o epididimi (come le prostatiti o le orchiti) possono alterare la composizione del liquido seminale o causare ostruzioni dei dotti.
  • Squilibri ormonali: alterazioni dell’asse ipotalamo-ipofisi-testicolo possono portare a una carenza di testosterone o di gonadotropine (Fsh e Lh), ormoni essenziali per stimolare la produzione spermatica.
  • Fattori genetici: anomalie cromosomiche (come la sindrome di Klinefelter) o microdelezioni del cromosoma Y possono interferire drasticamente con la spermatogenesi.
  • Stile di vita e fattori ambientali: il fumo di tabacco, l’abuso di alcol, l’obesità, l’esposizione a calore eccessivo, pesticidi, radiazioni o metalli pesanti influiscono negativamente sul numero e sulla motilità dei gameti.
  • Traumi e chirurgia: esiti di torsioni testicolari o interventi pregressi per ernie inguinali o tumori possono compromettere la funzionalità dell’apparato genitale.

Sintomatologia

Nella grande maggioranza dei casi, l’infertilità maschile è una condizione silenziosa che non presenta sintomi evidenti nel quotidiano. L’unico segnale è spesso l’incapacità di procreare. Tuttavia, in presenza di patologie sottostanti, possono manifestarsi alcuni segnali specifici:

  • Fastidio o senso di peso: tipico del varicocele, specialmente dopo sforzi fisici o lunghi periodi in posizione eretta.
  • Alterazioni dei testicoli: presenza di noduli, rigonfiamenti o una riduzione volumetrica (atrofia) rilevabile alla palpazione.
  • Disfunzioni sessuali: difficoltà nell’erezione, eiaculazione precoce o eiaculazione retrograda (quando il liquido seminale finisce in vescica invece di uscire).
  • Sintomi urinari: bruciore o urgenza minzionale in caso di infezioni o infiammazioni prostatiche.

Diagnosi

L’iter diagnostico è finalizzato a individuare la causa specifica per impostare il trattamento più corretto. Il medico specialista (urologo o andrologo) si avvale di:

  • Anamnesi ed esame obiettivo: valutazione della storia clinica del paziente e visita accurata dei genitali per escludere anomalie anatomiche.
  • Spermiogramma: è l’esame cardine che analizza il volume, il pH, la concentrazione, la motilità e la morfologia degli spermatozoi secondo i criteri dell’Oms.
  • Spermiocoltura: per individuare l’eventuale presenza di microrganismi patogeni nel liquido seminale.
  • Ecocolordoppler scrotale: indagine fondamentale per diagnosticare il varicocele e valutare la struttura dei testicoli.
  • Dosaggi ormonali: prelievo ematico per misurare i livelli di testosterone, Fsh, Lh, prolattina e inibina B.
  • Test di frammentazione del Dna spermatico: per valutare l’integrità del materiale genetico trasportato dagli spermatozoi.

Approccio clinico e gestione

Poiché le manifestazioni e le cause possono variare sensibilmente da persona a persona, la gestione deve essere personalizzata e definita dal medico specialista. Un consulto professionale è il modo più sicuro per ottenere un inquadramento corretto ed evitare valutazioni errate.

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