L’herpes genitale è un’infezione a trasmissione sessuale (Its) estremamente diffusa a livello globale, causata dal virus herpes simplex (Hsv). Questa condizione si caratterizza per la comparsa di vescicole dolorose e ulcere nell’area genitale e anale, ma la sua caratteristica clinica più rilevante è la capacità del virus di rimanere latente all’interno dei gangli nervosi per tutto il corso della vita, riattivandosi periodicamente in risposta a vari stimoli. Sebbene non rappresenti solitamente una minaccia per la vita nei soggetti sani, l’infezione comporta un significativo impatto psicologico e richiede una gestione attenta, specialmente durante la gravidanza, per evitare la trasmissione neonatale.
L’origine dell’infezione è da ricondurre a due varianti del virus herpes simplex:
La trasmissione avviene attraverso il contatto diretto con le lesioni, le mucose o i fluidi corporei di una persona infetta. È fondamentale sottolineare che il contagio può verificarsi anche in totale assenza di sintomi visibili, un fenomeno noto come shedding asintomatico, durante il quale il virus viene rilasciato sulla superficie cutanea senza causare lesioni manifeste. Una volta penetrato nell’organismo attraverso piccole abrasioni della pelle o delle mucose, il virus risale lungo i nervi sensoriali fino ai gangli sacrali, dove rimane in uno stato di quiescenza fino a una possibile riattivazione favorita da fattori quali: stress psico-fisico, febbre, calo delle difese immunitarie, variazioni ormonali legate al ciclo mestruale o traumi locali.
Il quadro clinico varia considerevolmente tra la prima infezione e le successive recidive. L’infezione primaria, che si manifesta dopo un periodo di incubazione di circa 4-7 giorni, è solitamente la più severa e può includere:
Le recidive sono generalmente meno gravi e di durata inferiore. Spesso sono precedute da sintomi prodromici, ovvero segnali premonitori che compaiono ore o giorni prima delle vescicole, come formicolio, pizzicore o dolore irradiato alle gambe e ai glutei. Negli individui immunocompromessi, le manifestazioni possono essere più estese e persistenti.
La diagnosi di herpes genitale è prevalentemente clinica, basata sull’osservazione diretta delle lesioni da parte del medico specialista durante l’esame obiettivo. Tuttavia, per confermare il sospetto e identificare il tipo di virus (Hsv-1 o Hsv-2), possono essere necessari approfondimenti di laboratorio:
L’approccio più indicato viene stabilito caso per caso dal medico specialista, sulla base di un’attenta valutazione clinica. Quando i sintomi si presentano in modo persistente o marcato, è consigliabile richiedere quanto prima un parere medico qualificato.