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Gomito del golfista (epitrocleite)

Il gomito del golfista, scientificamente noto come epitrocleite o epicondilite mediale, è una condizione clinica dolorosa causata dall’infiammazione o dalla degenerazione dei tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte interna del gomito. Sebbene sia meno comune rispetto all’epicondilite laterale (il cosiddetto gomito del tennista), questa patologia rappresenta una delle cause principali di dolore articolare per chi svolge attività che richiedono movimenti ripetuti di flessione del polso e delle dita.

L’area interessata è l’epitroclea, una prominenza ossea situata sulla parte interna dell’omero, dove si inseriscono i muscoli flessori e pronatori dell’avambraccio. Quando questi tessuti vengono sollecitati oltre la loro capacità di carico, si verificano delle micro-lacerazioni che innescano un processo infiammatorio o, nei casi cronici, una vera e propria tendinopatia degenerativa.

Eziologia

La causa principale dell’epitrocleite è il sovraccarico funzionale. Questo avviene quando i muscoli flessori dell’avambraccio sono sottoposti a sollecitazioni eccessive, frequenti e prolungate nel tempo. La genesi della patologia è spesso multifattoriale e include:

  • Attività sportive: oltre al golf, sport come il tennis (specialmente nel servizio), il baseball, il sollevamento pesi e il lancio del giavellotto sono ad alto rischio.
  • Attività lavorative: le professioni che richiedono movimenti ripetitivi di presa o rotazione, come idraulici, carpentieri, cuochi, baristi ed elettricisti, sono frequentemente colpite.
  • Tecnica errata: l’esecuzione di gesti atletici o lavorativi con una postura scorretta o l’utilizzo di attrezzature inadeguate aumenta lo stress sui tendini.
  • Fattori sistemici: l’età superiore ai 40 anni, l’obesità e il fumo di sigaretta sono considerati fattori di rischio che rallentano la capacità di riparazione dei tessuti.

Sintomatologia

Il quadro clinico dell’epitrocleite è caratterizzato da sintomi che possono insorgere gradualmente o, più raramente, in modo acuto dopo uno sforzo intenso. I segnali tipici includono:

  • Dolore localizzato: la sensazione dolorosa è concentrata sul lato interno del gomito e può irradiarsi lungo la parte interna dell’avambraccio fino al polso.
  • Rigidità articolare: il gomito può apparire rigido, rendendo dolorosa la chiusura della mano a pugno.
  • Debolezza della presa: il paziente avverte una riduzione della forza quando cerca di afferrare oggetti o stringere la mano.
  • Sintomi neurologici: in alcuni casi, l’infiammazione può coinvolgere il nervo ulnare, provocando formicolio e intorpidimento che si irradiano verso l’anulare e il mignolo.

Diagnosi

La diagnosi è essenzialmente clinica e viene formulata dal medico specialista durante l’esame obiettivo. La valutazione prevede la palpazione dell’epitroclea e l’esecuzione di test di resistenza che evocano dolore durante la flessione del polso. Per confermare il sospetto e valutare l’entità del danno, possono essere richiesti esami strumentali quali:

  • Ecografia: permette di visualizzare lo stato dei tendini, la presenza di eventuali versamenti o lacerazioni.
  • Radiografia: utile per escludere altre patologie come l’artrosi o per rilevare la presenza di calcificazioni tendinee.
  • Risonanza magnetica (RM): indicata nei casi dubbi o persistenti per una valutazione dettagliata dei tessuti molli e del nervo ulnare.

Gestione e monitoraggio

L’individuazione della causa e la conseguente gestione vanno sempre affidate a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nel suo insieme. In caso di sintomi che non regrediscono o tendono a peggiorare, è importante non rimandare il consulto medico.

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