Glossario » Faringite cronica

Faringite cronica

La faringite cronica è un processo infiammatorio a carico della mucosa della faringe che si protrae nel tempo, superando generalmente la durata di alcune settimane. A differenza della forma acuta, che è spesso di natura infettiva e si risolve rapidamente, la condizione cronica è frequentemente legata a fattori ambientali, abitudini di vita o patologie sistemiche sottostanti. Questa infiammazione persistente può alterare la struttura dei tessuti faringei, portando a diverse manifestazioni cliniche che variano dalla semplice congestione alla progressiva atrofia della mucosa. Si tratta di un disturbo estremamente comune che colpisce una vasta fetta della popolazione, influenzando significativamente la qualità della vita quotidiana e il benessere delle vie respiratorie superiori.

Eziologia

Le cause della faringite cronica sono molteplici e spesso agiscono in modo sinergico. La medicina distingue l’origine del disturbo in diverse categorie principali:

  • Fattori ambientali e irritanti: l’esposizione prolungata al fumo di sigaretta, sia attivo che passivo, è uno dei principali responsabili. Anche l’inquinamento atmosferico, le polveri industriali e l’inalazione di vapori chimici giocano un ruolo determinante nel mantenere irritata la gola.
  • Malattia da reflusso gastroesofageo (GERD): la risalita degli acidi gastrici dallo stomaco verso l’esofago e la faringe provoca un’ustione chimica cronica dei tessuti, nota anche come reflusso faringo-laringeo.
  • Respirazione orale forzata: ostruzioni nasali dovute a deviazioni del setto, polipi nasali o ipertrofia dei turbinati costringono il paziente a respirare con la bocca. L’aria che arriva alla faringe non è così filtrata, umidificata e riscaldata, causando secchezza e infiammazione.
  • Sinusite cronica: lo scolo retro-nasale di muco infetto dalle cavità paranasali irrita costantemente la parete posteriore della faringe.
  • Abuso di alcol e dieta: il consumo eccessivo di bevande alcoliche e l’ingestione abituale di cibi molto piccanti o troppo caldi possono danneggiare la mucosa.
  • Sforzo vocale: l’uso eccessivo o scorretto della voce, tipico di professionisti come insegnanti o cantanti, affatica i muscoli faringei.

Sintomatologia

I sintomi della faringite cronica sono spesso meno violenti di quelli della forma acuta, ma tendono a essere persistenti e fastidiosi. Il quadro clinico tipico include:

  • Dolore o fastidio costante: una sensazione di bruciore o prurito in fondo alla gola, spesso più marcata al risveglio.
  • Sensazione di corpo estraneo: nota anche come globo faringeo, consiste nel percepire un nodo o un grumo in gola che non scompare con la deglutizione.
  • Necessità di schiarirsi la voce: la presenza di muco denso e viscoso spinge il paziente a raschiare continuamente la gola (ageing).
  • Tosse secca: una tosse stizzosa e irritativa che può peggiorare in ambienti secchi o durante la notte.
  • Raucedine: alterazioni del tono della voce che appare più debole o velata.
  • Difficoltà nella deglutizione: nota come disfagia, può manifestarsi come un senso di ostacolo durante il passaggio del cibo.

Diagnosi

La diagnosi di faringite cronica è essenzialmente clinica e viene effettuata dal medico specialista attraverso un’anamnesi accurata e un esame obiettivo. Durante la visita, il medico valuta:

Ispezione del cavo orale: attraverso l’uso di un abbassalingua, si osserva lo stato della mucosa che può apparire arrossata, granulosa o, nei casi di faringite atrofica, sottile e lucida. Successivamente, si può procedere con:

  • Laringoscopia a fibre ottiche: un esame fondamentale per visualizzare direttamente la faringe e la laringe, permettendo di escludere lesioni sospette o tumori.
  • Tampone faringeo: utile se si sospetta una sovrapposizione batterica persistente.
  • Valutazione multidisciplinare: in presenza di sospetto reflusso, può essere richiesta una consulenza gastroenterologica o una pH-metria esofagea.
  • Esami radiologici: come la TC dei seni paranasali se si sospetta una sinusite cronica come causa primaria.

Quando consultare un professionista

L’approccio più indicato viene stabilito caso per caso dal medico specialista, sulla base di un’attenta valutazione clinica. Quando i sintomi si presentano in modo persistente o marcato, è consigliabile richiedere quanto prima un parere medico qualificato.

Hai trovato utile questa definizione?
Salvala, condividila o contattaci per approfondire!

Cosa stai cercando?