L’emottisi è un termine medico che indica l’emissione di sangue dalle vie respiratorie, espulso attraverso un colpo di tosse. Questa manifestazione può variare da piccole striature ematiche miste a catarro (spesso definita emoftoe) fino alla fuoriuscita di sangue rosso vivo e schiumoso, segno della presenza di aria. Sebbene possa generare comprensibile allarme nel paziente, l’emottisi non è una patologia a sé stante, bensì un sintomo che segnala una lesione o un’infiammazione a carico dei vasi sanguigni dei polmoni o dei bronchi.
Eziologia
Le cause alla base dell’emottisi sono estremamente variegate e possono interessare diverse strutture dell’apparato respiratorio. Nella maggior parte dei casi, il sanguinamento origina dalla circolazione bronchiale. Le principali cause includono:
- Infezioni respiratorie: la bronchite acuta e cronica sono le cause più frequenti, dovute all’irritazione e al danneggiamento della mucosa bronchiale. Anche la polmonite e l’ascesso polmonare possono causare sanguinamenti.
- Patologie croniche: le bronchiectasie, ovvero dilatazioni permanenti dei bronchi, rendono i vasi sanguigni locali più fragili e soggetti a rottura.
- Neoplasie: il tumore al polmone o adenomi bronchiali possono erodere i vasi sanguigni circostanti, provocando l’emissione di sangue.
- Malattie vascolari: l’embolia polmonare, causata da un coagulo di sangue che ostruisce un’arteria polmonare, può manifestarsi con dolore toracico e tosse ematica.
- Tubercolosi: storicamente la causa principale di emottisi, rimane ancora oggi un fattore rilevante in molte aree geografiche.
- Traumi e corpi estranei: lesioni toraciche o l’inalazione accidentale di oggetti possono danneggiare i tessuti polmonari.
Sintomatologia
Il quadro clinico dell’emottisi dipende dalla gravità del sanguinamento e dalla causa sottostante. I sintomi più comuni che accompagnano la tosse con sangue sono:
- Caratteristiche del sangue: il sangue espulso è solitamente di colore rosso brillante o rosato, ha una consistenza schiumosa ed è spesso commisto a muco o catarro.
- Dolore toracico: spesso associato a embolia polmonare o infezioni pleuriche.
- Difficoltà respiratoria: nota come dispnea, può insorgere se il sanguinamento è massivo o se la patologia di base compromette la funzione polmonare.
- Sintomi sistemici: febbre, sudorazione notturna e perdita di peso possono suggerire la presenza di infezioni croniche come la tubercolosi o patologie oncologiche.
- Segni di shock: in rari casi di emottisi massiva (superiore a 600 ml in 24 ore), possono verificarsi tachicardia e calo della pressione arteriosa.
Diagnosi
L’iter diagnostico è fondamentale per distinguere l’emottisi da altri tipi di sanguinamento (come l’epistassi dal naso o l’ematemesi dallo stomaco) e per individuarne l’origine esatta:
- Anamnesi ed esame obiettivo: il medico valuta la quantità di sangue, la durata del sintomo e la storia clinica del paziente, con particolare attenzione all’abitudine al fumo.
- Radiografia del torace: rappresenta il primo esame strumentale per visualizzare polmoniti, masse o segni di patologie croniche.
- Tomografia computerizzata (TC): la TC del torace ad alta risoluzione è lo standard per studiare nel dettaglio il parenchima polmonare e i vasi sanguigni.
- Broncoscopia: l’inserimento di una sottile sonda a fibre ottiche nelle vie aeree permette di individuare direttamente il sito del sanguinamento e, se necessario, prelevare campioni di tessuto (biopsia).
- Esami di laboratorio: analisi del sangue per valutare la coagulazione e l’emocromo, ed esami dell’espettorato per la ricerca di batteri o cellule tumorali.
Il ruolo del medico specialista
L’individuazione della causa e la conseguente gestione vanno sempre affidate a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nel suo insieme. In caso di sintomi che non regrediscono o tendono a peggiorare, è importante non rimandare il consulto medico.