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Eclampsia

L’eclampsia rappresenta una delle complicanze più gravi e potenzialmente fatali della gravidanza e del periodo post-partum. Si definisce come la comparsa di crisi convulsive generalizzate in una donna precedentemente affetta da preeclampsia (o gestosi), a condizione che tali manifestazioni non siano attribuibili ad altre patologie neurologiche preesistenti, come l’epilessia. Questa condizione è considerata un’emergenza medica assoluta che richiede un intervento immediato per salvaguardare la vita della madre e del nascituro. Sebbene i progressi nella medicina prenatale abbiano ridotto drasticamente l’incidenza di questa patologia nei paesi sviluppati, essa rimane una causa significativa di mortalità e morbilità materna a livello globale.

Eziologia

Le cause esatte che portano allo sviluppo dell’eclampsia non sono ancora state completamente chiarite, ma la ricerca scientifica indica una genesi complessa legata principalmente a un’anomalia nello sviluppo della placenta. I fattori principali coinvolti includono:

  • Disfunzione placentare: durante le prime fasi della gravidanza, i vasi sanguigni che dovrebbero alimentare la placenta non si sviluppano correttamente, causando una riduzione dell’apporto di ossigeno (ipossia) al feto.
  • Danno endoteliale diffuso: la placenta sofferente rilascia nel circolo sanguigno materno diverse sostanze tossiche e fattori antiangiogenici che danneggiano il rivestimento interno dei vasi sanguigni (endotelio) in tutto il corpo.
  • Alterazioni cerebrali: l’ipertensione arteriosa grave e il danno vascolare provocano una perdita dell’autoregolazione del flusso sanguigno cerebrale, portando a edema cerebrale (accumulo di liquidi nel cervello) e micro-emorragie che scatenano le convulsioni.
  • Fattori di rischio: la probabilità di sviluppare eclampsia aumenta in presenza di ipertensione cronica, diabete gestazionale, obesità, gravidanze multiple, età materna superiore ai 35 anni o inferiore ai 20, e malattie autoimmuni come il lupus.

Sintomatologia

Il sintomo distintivo dell’eclampsia è rappresentato dalle convulsioni tonico-cloniche, che comportano perdita di coscienza, irrigidimento del corpo e movimenti muscolari violenti e ritmici. Tuttavia, le crisi sono spesso precedute da segnali premonitori, noti come eclampsia imminente, che includono:

  • Cefalea intensa: mal di testa forte e persistente che non risponde ai comuni analgesici.
  • Disturbi della vista: visione offuscata, comparsa di lampi di luce (fosfeni), sensibilità alla luce o perdita temporanea della vista.
  • Dolore epigastrico: forte dolore nella parte superiore destra dell’addome, spesso descritto come un senso di costrizione a barra.
  • Edema improvviso: gonfiore marcato del viso, delle mani e dei piedi dovuto alla ritenzione di liquidi.
  • Alterazioni dello stato mentale: stato confusionale, ansia estrema o sonnolenza insolita.
  • Ipertensione e proteinuria: valori di pressione arteriosa molto elevati e presenza significativa di proteine nelle urine.

Diagnosi

La diagnosi di eclampsia è essenzialmente clinica e si basa sull’osservazione delle convulsioni in una paziente gravida o nel post-partum. Il processo diagnostico mira a confermare lo stato ipertensivo e a escludere altre cause di convulsioni:

  • Monitoraggio della pressione arteriosa: rilevazione di valori superiori a 140/90 mmHg, con particolare attenzione ai picchi superiori a 160/110 mmHg.
  • Esami delle urine: valutazione della proteinuria attraverso la raccolta delle urine delle 24 ore o test rapidi.
  • Analisi del sangue: controllo dell’emocromo (per valutare le piastrine), della funzionalità renale (creatinina) e dei test epatici (transaminasi) per escludere la sindrome HELLP.
  • Valutazione neurologica: in alcuni casi possono essere necessarie indagini di imaging come la risonanza magnetica (RM) o la TC cerebrale per escludere emorragie o stroke.
  • Monitoraggio fetale: ecografia e cardiotocografia per valutare il benessere del bambino e l’eventuale distacco di placenta.

Quando rivolgersi allo specialista

Non esiste un approccio valido per tutti: la scelta più adeguata dipende dalla causa sottostante e dalle condizioni individuali, e spetta al medico specialista dopo un’adeguata valutazione. Di fronte a sintomi che persistono o si aggravano, è importante richiedere un consulto medico tempestivo.

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