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Dolori addominali ricorrenti nel bambino

I dolori addominali ricorrenti nel bambino, spesso indicati con l’acronimo DAR, rappresentano una delle condizioni cliniche più frequenti in ambito pediatrico, interessando circa il 10-15% dei bambini in età scolare. Questa condizione è definita dalla presenza di almeno tre episodi di dolore addominale, di intensità tale da interferire con le normali attività quotidiane, che si verificano in un arco di tempo di almeno tre mesi. Nella stragrande maggioranza dei casi, circa il 90-95%, questi disturbi sono di natura funzionale, il che significa che non sono causati da lesioni d’organo o anomalie biochimiche, ma da un’alterata comunicazione tra il sistema nervoso e l’apparato digerente.

Eziologia

Le cause esatte dei dolori addominali ricorrenti non sono sempre riconducibili a un singolo fattore, ma derivano da un’interazione complessa definita modello biopsicosociale. I principali meccanismi coinvolti includono:

  • Ipersensibilità viscerale: i bambini con DAR presentano spesso una soglia del dolore intestinale più bassa, percependo come dolorosi stimoli che in altri soggetti risulterebbero normali, come la presenza di gas o il transito del cibo.
  • Asse cervello-intestino: esiste una comunicazione bidirezionale costante tra il cervello e l’intestino; fattori psicologici come ansia, stress scolastico o tensioni familiari possono influenzare la motilità e la sensibilità intestinale.
  • Fattori genetici e familiari: è stata osservata una marcata predisposizione ereditaria, con una maggiore incidenza in bambini i cui genitori soffrono o hanno sofferto di disturbi gastrointestinali funzionali.
  • Microbiota intestinale: squilibri nella flora batterica possono contribuire a un’infiammazione di basso grado della mucosa, influenzando la percezione del dolore.

Sintomatologia

La presentazione clinica varia a seconda della tipologia di disturbo funzionale, ma presenta alcuni tratti comuni. I sintomi principali includono:

  • Dolore periombelicale: il mal di pancia è tipicamente localizzato al centro dell’addome, lontano dai quadranti superiori o inferiori.
  • Andamento episodico: il dolore si presenta a ondate, con intervalli di completo benessere tra un episodio e l’altro.
  • Sintomi neurovegetativi: gli attacchi possono essere accompagnati da pallore, nausea, cefalea o stanchezza.
  • Assenza di dolore notturno: il bambino solitamente dorme serenamente e il dolore non ne interrompe il riposo.

È fondamentale distinguere queste forme funzionali (come la dispepsia funzionale o la sindrome dell’intestino irritabile) dai segni di allarme che suggeriscono una causa organica, quali febbre persistente, perdita di peso, sangue nelle feci o rallentamento della crescita.

Diagnosi

La diagnosi di dolori addominali ricorrenti è essenzialmente clinica e si basa sull’applicazione dei Criteri di Roma IV. Il medico specialista procede attraverso:

  • Anamnesi accurata: valutazione della frequenza, della localizzazione del dolore e della presenza di fattori scatenanti emotivi.
  • Esame obiettivo: una palpazione addominale negativa per masse o resistenze muscolari è un forte indicatore di natura funzionale.
  • Esami di primo livello: per escludere patologie organiche, possono essere richiesti emocromo, PCR, esame delle urine e lo screening per la celiachia.
  • Calprotectina fecale: utilizzata per escludere malattie infiammatorie croniche intestinali in caso di sospetto clinico.

Quando consultare un professionista

Solo il medico specialista, dopo aver inquadrato correttamente il problema, può indicare l’approccio più appropriato al singolo caso. È quindi opportuno consultare un professionista qualificato, soprattutto quando i sintomi sono persistenti, ricorrenti o di particolare intensità.

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