Il dolore epigastrico, comunemente descritto come dolore alla bocca dello stomaco, è una sensazione di fastidio, pressione o bruciore localizzata nella parte superiore e centrale dell’addome, appena sotto lo sterno. Si tratta di una condizione estremamente frequente che può manifestarsi in modo occasionale, ad esempio dopo un pasto particolarmente abbondante, oppure assumere un carattere cronico o ricorrente. In ambito clinico, questo disturbo è spesso associato alla dispepsia, un termine che racchiude diversi sintomi legati a una cattiva digestione.
Eziologia
Le cause alla base del dolore epigastrico sono molteplici e possono coinvolgere diversi organi dell’apparato digerente o essere influenzate da fattori sistemici. Le principali origini includono:
- Reflusso gastroesofageo: la risalita dei succhi gastrici acidi verso l’esofago può irritare le mucose, provocando una sensazione di bruciore che si irradia verso l’alto.
- Gastrite e ulcera peptica: l’infiammazione della parete interna dello stomaco o la presenza di piccole lesioni (ulcere) nella mucosa gastrica o duodenale sono cause comuni di dolore intenso, spesso esacerbato dal digiuno o da determinati alimenti.
- Cambiamenti fisiologici in gravidanza: durante la gestazione, l’aumento del progesterone rallenta lo svuotamento gastrico e rilassa lo sfintere esofageo, facilitando il reflusso. Inoltre, l’utero che cresce esercita una pressione fisica crescente sugli organi addominali.
- Disturbi della cistifellea e del fegato: la presenza di calcoli biliari o infiammazioni della colecisti può manifestarsi con fitte dolorose proprio nell’area epigastrica.
- Fattori psicologici: lo stress e l’ansia possono influenzare la motilità gastrica e aumentare la sensibilità dei visceri, portando a tensioni muscolari e spasmi dolorosi.
- Assunzione di farmaci: l’uso prolungato di antinfiammatori non steroidei (FANS), come l’aspirina o l’ibuprofene, è noto per essere gastrolesivo.
Sintomatologia
Il quadro sintomatologico del dolore epigastrico può variare sensibilmente a seconda della causa sottostante. I pazienti solitamente riferiscono:
- Bruciore retrosternale: una sensazione di calore che parte dallo stomaco e risale verso la gola (pirosi).
- Senso di pienezza precoce: la sensazione di essere sazi dopo aver consumato solo pochi bocconi di cibo.
- Gonfiore e meteorismo: accumulo di gas nello stomaco che causa tensione addominale ed eruttazioni frequenti.
- Nausea e vomito: sintomi che spesso accompagnano le forme acute di gastrite o le indigestioni.
- Crampi addominali: contrazioni muscolari involontarie che possono essere intermittenti o persistenti.
È fondamentale prestare attenzione ai cosiddetti segnali d’allarme che richiedono un consulto medico immediato, quali: dolore acuto e insopportabile, febbre alta, presenza di sangue nel vomito o nelle feci, perdita di peso involontaria e difficoltà a deglutire.
Diagnosi
La diagnosi inizia con un’accurata anamnesi condotta dal medico specialista, che valuterà la durata, l’intensità e la localizzazione del dolore, nonché il rapporto con i pasti. L’esame obiettivo permette di individuare eventuali zone di dolorabilità alla pressione. Per approfondire il quadro clinico, possono essere prescritti i seguenti accertamenti:
- Esami del sangue: utili per verificare la funzionalità epatica, pancreatica e la presenza di eventuali infezioni o anemie.
- Ecografia addominale: un esame non invasivo fondamentale per escludere calcoli biliari o patologie degli organi solidi.
- Gastroscopia (EGDS): l’esame d’elezione per visualizzare direttamente la mucosa di esofago, stomaco e duodeno, permettendo anche l’esecuzione di biopsie per la ricerca dell’Helicobacter pylori.
- Test del respiro (breath test): utilizzato specificamente per rilevare l’infezione da Helicobacter pylori o intolleranze alimentari come quella al lattosio.
Valutazione e gestione
L’approccio più indicato viene stabilito caso per caso dal medico specialista, sulla base di un’attenta valutazione clinica. Quando i sintomi si presentano in modo persistente o marcato, è consigliabile richiedere quanto prima un parere medico qualificato.