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Dolore alla spalla

Il dolore alla spalla è una condizione clinica estremamente diffusa che può colpire individui di ogni età, limitando significativamente le attività quotidiane e la qualità della vita. L’articolazione della spalla è la più mobile del corpo umano, ma proprio questa estrema flessibilità la rende intrinsecamente instabile e soggetta a numerose patologie di natura traumatica, degenerativa o infiammatoria. Il dolore può originare direttamente dalle strutture articolari (tendini, muscoli, legamenti, borse o ossa) oppure essere un dolore riferito, ovvero causato da problematiche localizzate in altri distretti come il collo o, in casi più rari, organi interni.

Eziologia

Le cause alla base della spalla dolorosa sono molteplici e spesso interconnesse tra loro. Tra i fattori principali si riscontrano:

  • Tendinopatia della cuffia dei rotatori: rappresenta la causa più frequente e consiste nell’infiammazione o nel deterioramento dei tendini che stabilizzano l’omero nella cavità della scapola.
  • Sindrome da conflitto subacromiale: nota anche come impingement, si verifica quando i tendini vengono compressi tra la testa dell’omero e l’acromion durante i movimenti di sollevamento del braccio.
  • Borsite subacromiale: l’infiammazione della borsa sierosa, una piccola sacca di liquido che riduce l’attrito tra le ossa e i tendini, causando dolore acuto.
  • Capsulite adesiva: comunemente chiamata spalla congelata, è una condizione caratterizzata da un ispessimento e restringimento della capsula articolare che porta a una drastica perdita di mobilità.
  • Tendinopatia calcifica: l’accumulo di depositi di calcio all’interno dei tendini, più comune nelle donne tra i 30 e i 50 anni.
  • Artrosi: la degenerazione della cartilagine articolare, tipica dell’età avanzata o conseguente a vecchi traumi.
  • Instabilità e lussazioni: condizioni in cui la testa dell’omero fuoriesce parzialmente o totalmente dalla sua sede naturale, spesso a causa di eventi traumatici o lassità legamentosa.
  • Patologie cervicali: l’irritazione dei nervi del collo può irradiare dolore verso la spalla e lungo il braccio.

Sintomatologia

La manifestazione clinica del dolore alla spalla varia sensibilmente in base alla causa sottostante, ma alcuni segnali sono ricorrenti:

  • Dolore sordo e persistente che aumenta durante il movimento, specialmente quando si solleva il braccio sopra la testa o lo si ruota dietro la schiena.
  • Dolore notturno: sintomo tipico delle infiammazioni, che impedisce di riposare sul lato interessato e disturba il sonno.
  • Rigidità articolare e sensazione di blocco, con progressiva difficoltà a compiere gesti semplici come pettinarsi o vestirsi.
  • Debolezza muscolare, che rende faticoso sollevare pesi anche leggeri o mantenere il braccio alzato.
  • Presenza di rumori articolari simili a scrosci o crepitii durante i movimenti di rotazione.
  • Parestesie, ovvero formicolii o perdita di sensibilità che possono estendersi fino alla mano in caso di coinvolgimento neurologico.

Diagnosi

Un corretto inquadramento diagnostico è fondamentale per impostare la terapia adeguata. Il medico specialista procede solitamente attraverso:

L’esame obiettivo è il primo passo: il medico valuta la mobilità attiva e passiva, la forza muscolare ed esegue test specifici per identificare quale struttura sia lesionata o infiammata. Successivamente, per confermare il sospetto clinico, vengono prescritti esami strumentali:

  • Radiografia (RX): utile per evidenziare artrosi, fratture, lussazioni o la presenza di calcificazioni.
  • Ecografia muscoloscheletrica: l’esame d’elezione per visualizzare lo stato di salute dei tendini della cuffia dei rotatori e la presenza di versamenti o borsiti.
  • Risonanza magnetica (RMN): fornisce immagini dettagliate dei tessuti molli, permettendo di diagnosticare lesioni tendinee complete o parziali e infiammazioni profonde.

Inquadramento clinico

Ogni percorso di gestione deve essere individualizzato e stabilito dal medico specialista dopo un’attenta valutazione del quadro clinico. È sempre consigliabile evitare iniziative autonome e affidarsi a un professionista, che potrà indicare l’approccio più adatto alla situazione specifica.

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