Le difficoltà respiratorie in gravidanza, note in ambito clinico come dispnea gravidica, rappresentano una condizione estremamente frequente che interessa fino al 70% delle donne in attesa. Questa sensazione di “fame d’aria” o di fiato corto può manifestarsi fin dalle prime settimane di gestazione, sebbene tenda ad accentuarsi durante il terzo trimestre. Nella maggior parte dei casi si tratta di un fenomeno fisiologico, ovvero legato ai normali cambiamenti dell’organismo materno per accogliere il feto, e non indica una carenza di ossigeno per il bambino. Tuttavia, è fondamentale saper distinguere il normale affaticamento respiratorio da segnali che potrebbero indicare patologie sottostanti.
Le cause alla base della dispnea in gravidanza sono molteplici e variano a seconda dell’epoca gestazionale. I principali fattori scatenanti includono:
La sintomatologia si manifesta tipicamente come una sensazione soggettiva di non riuscire a fare un respiro abbastanza profondo. Le donne riferiscono spesso:
È necessario rivolgersi immediatamente al medico se la dispnea compare improvvisamente o è accompagnata da segnali di allarme quali: dolore al petto, labbra bluastre (cianosi), tosse persistente con sangue, febbre alta, battito cardiaco accelerato o vertigini intense.
La diagnosi è prevalentemente clinica e si basa sulla valutazione della storia medica della paziente e sull’esame obiettivo. Durante la visita, il medico specialista valuta la frequenza respiratoria, la saturazione di ossigeno e l’attività cardiaca. Per escludere complicazioni o cause non fisiologiche, possono essere prescritti:
L’individuazione della causa e la conseguente gestione vanno sempre affidate a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nel suo insieme. In caso di sintomi che non regrediscono o tendono a peggiorare, è importante non rimandare il consulto medico.
Mater Dei General Hospital sarà chiusa dal 1° agosto al 30 agosto per lavori di ristrutturazione.
Durante questo periodo sarà possibile prenotare visite ed esami in Paideia International Hospital.