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Degenerazione maculare senile

La degenerazione maculare senile (o degenerazione maculare legata all’età, DMLE) è una patologia cronica e progressiva che interessa la macula, ovvero la porzione centrale della retina responsabile della visione distinta e dei dettagli. Rappresenta una delle principali cause di riduzione della vista centrale nelle persone oltre i 50-60 anni nei Paesi industrializzati. Pur compromettendo la visione centrale, la malattia non interessa la visione periferica e non conduce alla cecità totale.

Eziologia

L’origine è considerata multifattoriale, legata al progressivo invecchiamento dei tessuti retinici e all’accumulo di materiale di scarto (le cosiddette drusen) al di sotto della retina. Tra i principali fattori associati alla comparsa della malattia rientrano:

  • Età avanzata: è il fattore di rischio più importante, con incidenza che aumenta progressivamente dopo i 50 anni.
  • Predisposizione genetica e familiarità: la presenza di casi in famiglia aumenta la probabilità di sviluppare la patologia.
  • Fumo di sigaretta: è il principale fattore di rischio modificabile correlato alla malattia.
  • Fattori cardiovascolari: ipertensione arteriosa e alterazioni del metabolismo lipidico possono contribuire al danno vascolare retinico.
  • Caratteristiche individuali: occhi chiari, sesso femminile ed esposizione prolungata alla luce solare sono stati correlati a una maggiore frequenza della condizione.

Sintomatologia

La malattia si presenta in due forme principali: una forma secca (atrofica), più frequente e a evoluzione lenta, e una forma umida (essudativa o neovascolare), meno comune ma generalmente più rapida e severa. I sintomi più caratteristici riguardano la visione centrale e comprendono:

  • Riduzione della vista centrale: la zona centrale del campo visivo appare offuscata o meno nitida.
  • Metamorfopsie: le linee rette (come stipiti, piastrelle o testi) vengono percepite ondulate o distorte.
  • Scotoma centrale: comparsa di una macchia scura o di un’area cieca al centro dell’immagine.
  • Difficoltà nelle attività fini: lettura, scrittura e riconoscimento dei volti risultano progressivamente più difficoltosi.
  • Alterata percezione dei colori e necessità di una maggiore illuminazione per distinguere i dettagli.

Nella forma secca i disturbi si instaurano in modo graduale, mentre nella forma umida il peggioramento della vista centrale può manifestarsi in modo rapido e improvviso.

Diagnosi

La diagnosi viene formulata dal medico oculista attraverso una valutazione approfondita della retina. Gli accertamenti più comuni comprendono:

  • Esame del fondo oculare: consente di osservare la macula e di individuare la presenza di drusen o alterazioni retiniche.
  • Test della griglia di Amsler: strumento semplice che permette di evidenziare distorsioni o aree mancanti del campo visivo centrale.
  • Tomografia a coerenza ottica (OCT): esame non invasivo che fornisce immagini ad alta risoluzione degli strati della retina.
  • Fluorangiografia retinica: indagine utile, soprattutto nella forma umida, per studiare la circolazione e individuare eventuali vasi anomali.

Inquadramento clinico

La gestione più appropriata viene definita dal medico specialista a seguito di un’accurata valutazione clinica, in base alla causa individuata e alle caratteristiche di ciascun paziente. In presenza di sintomi persistenti, ricorrenti o particolarmente intensi è importante rivolgersi a un professionista qualificato per un corretto inquadramento, evitando soluzioni autonome o non personalizzate.

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