La dacriocistite è un processo infiammatorio, spesso di origine infettiva, che colpisce il sacco lacrimale, ovvero la struttura anatomica che funge da serbatoio per le lacrime prima che queste vengano drenate nella cavità nasale. Questa condizione si verifica quasi sempre come conseguenza di un’ostruzione del dotto nasolacrimale, il canalino che mette in comunicazione l’occhio con il naso. Il ristagno delle lacrime all’interno del sacco crea un ambiente ideale per la proliferazione di batteri, portando a un’infiammazione che può manifestarsi in forma acuta o cronica. La dacriocistite è particolarmente comune nei neonati, a causa di uno sviluppo incompleto delle vie lacrimali, e negli adulti di età superiore ai 40 anni, con una prevalenza maggiore nel sesso femminile.
Eziologia
Le cause della dacriocistite sono strettamente legate a qualunque fattore che impedisca il normale deflusso delle lacrime. Quando il drenaggio è bloccato, le lacrime ristagnano e si infettano. I principali fattori eziologici includono:
- Ostruzione congenita: nei neonati, la dacriocistite è spesso dovuta alla persistenza di una membrana (valvola di Hasner) che chiude l’estremità inferiore del dotto nasolacrimale.
- Invecchiamento: con l’avanzare dell’età, i tessuti delle vie lacrimali possono subire un restringimento fisiologico (stenosi) che facilita il blocco.
- Traumi facciali: fratture del naso o delle ossa orbitali possono danneggiare o comprimere i condotti lacrimali.
- Infezioni e infiammazioni ricorrenti: congiuntiviti croniche, riniti o sinusiti possono causare un ispessimento delle mucose che ostruisce il passaggio.
- Corpi estranei: raramente, piccoli detriti o calcoli lacrimali (dacrioliti) possono formarsi all’interno del sistema di drenaggio.
- Agenti patogeni: i batteri più frequentemente isolati nelle forme acute sono lo Staphylococcus aureus e lo Streptococcus pneumoniae, mentre nelle forme croniche si riscontrano spesso l’Haemophilus influenzae o batteri gram-negativi.
Sintomatologia
I sintomi variano significativamente a seconda della natura dell’infiammazione. Nella dacriocistite acuta, l’esordio è improvviso e caratterizzato da:
- Dolore intenso e localizzato nell’angolo interno dell’occhio.
- Arrossamento cutaneo evidente e calore al tatto nella zona sopra il sacco lacrimale.
- Edema (gonfiore) che può estendersi alla palpebra e alla guancia.
- Epifora, ovvero una lacrimazione costante e abbondante poiché le lacrime non possono defluire correttamente.
- Secrezione purulenta o mucosa che fuoriesce dai punti lacrimali, specialmente se viene esercitata pressione sulla zona gonfia.
- Febbre e senso di malessere generale nei casi di infezione sistemica più severa.
La dacriocistite cronica, invece, si presenta in modo più subdolo. Il sintomo principale è la lacrimazione persistente associata a una congiuntivite ricorrente. Può essere presente un rigonfiamento indolore nell’angolo dell’occhio che, se premuto, lascia fuoriuscire materiale viscido o purulento (segno del reflusso).
Diagnosi
La diagnosi di dacriocistite è prevalentemente clinica e viene effettuata dal medico oculista durante una visita specialistica. Il processo diagnostico comprende:
- Anamnesi ed esame obiettivo: valutazione dei segni visibili come rossore, gonfiore e analisi della storia clinica del paziente.
- Test di pressione del sacco: il medico esercita una leggera pressione sul sacco lacrimale per osservare l’eventuale fuoriuscita di pus dai puntini lacrimali.
- Test di scomparsa della fluoresceina: si applica una goccia di colorante nell’occhio per vedere quanto tempo impiega a scomparire; un ritardo indica un’ostruzione.
- Lavaggio delle vie lacrimali: l’introduzione di una soluzione fisiologica tramite una piccola cannula aiuta a determinare se il condotto è pervio o bloccato.
- Esami strumentali: in casi complessi o pre-operatori, si può ricorrere alla dacriocistografia (esame radiologico con mezzo di contrasto) o a una TC delle orbite per visualizzare l’anatomia delle vie lacrimali e delle strutture ossee circostanti.
Il ruolo del medico specialista
La definizione del percorso più adatto richiede una valutazione professionale, poiché varia in funzione della causa e delle caratteristiche del singolo paziente. Per questo motivo è fondamentale rivolgersi al medico specialista, evitando di ricorrere a soluzioni improvvisate o non personalizzate.