Le contrazioni premature, note anche come contrazioni da travaglio pretermine, sono attività contrattili dell’utero che si manifestano prima della 37ª settimana di gestazione. Mentre alcune contrazioni sporadiche, chiamate di Braxton Hicks, sono considerate fisiologiche e preparatorie, le contrazioni premature vere e proprie possono determinare modificazioni della cervice uterina, portando potenzialmente a un parto anticipato. Questa condizione richiede una valutazione medica immediata, poiché la nascita pretermine rappresenta una delle principali sfide della medicina neonatale per via dell’immaturità degli organi del nascituro.
Eziologia
L’insorgenza di contrazioni premature è spesso riconducibile a una genesi multifattoriale. Sebbene in molti casi la causa esatta rimanga sconosciuta, i principali fattori scatenanti includono:
- Infezioni: le infezioni del tratto urinario, le vaginosi batteriche o le infezioni intra-amniotiche (corioamnionite) sono tra le cause più frequenti, poiché i microrganismi possono stimolare la produzione di prostaglandine, responsabili dell’attività contrattile.
- Distensione uterina eccessiva: si verifica comunemente nelle gravidanze gemellari o plurime e in caso di polidramnios (eccesso di liquido amniotico).
- Anomalie uterine o placentari: la presenza di fibromi, malformazioni dell’utero o distacchi parziali di placenta può irritare la muscolatura miometriale.
- Fattori legati allo stile di vita: lo stress psicofisico estremo, il fumo di sigaretta, l’abuso di sostanze stupefacenti e turni di lavoro eccessivamente gravosi aumentano il rischio.
- Anamnesi ostetrica: aver già avuto un parto pretermine in una gravidanza precedente rappresenta uno dei fattori di rischio più significativi.
Sintomatologia
Riconoscere tempestivamente i segni delle contrazioni premature è fondamentale per intervenire con successo. La sintomatologia comprende:
- Indurimento dell’addome: sensazione che la pancia diventi dura come una pietra con una frequenza regolare (almeno 4 contrazioni in 20 minuti o 6 o più in un’ora).
- Dolore lombare: un mal di schiena sordo e continuo nella parte bassa, che non migliora cambiando posizione.
- Pressione pelvica: sensazione che il bambino spinga con forza verso il basso o verso il retto.
- Crampi addominali: simili ai dolori mestruali, talvolta accompagnati da episodi di diarrea.
- Modificazioni delle perdite vaginali: aumento della componente acquosa, presenza di muco o striature di sangue.
Diagnosi
La diagnosi di travaglio pretermine viene formulata dal medico specialista attraverso diversi passaggi clinici:
- Monitoraggio cardiotocografico: per registrare la frequenza e l’intensità delle contrazioni uterine e monitorare il benessere del battito cardiaco fetale.
- Esplorazione vaginale: necessaria per valutare la dilatazione e l’appianamento della cervice.
- Cervicometria ecografica: misurazione della lunghezza del canale cervicale tramite ecografia transvaginale; una cervice corta (inferiore a 25 mm) è un forte indicatore di rischio.
- Test della fibronectina fetale: ricerca di questa proteina nelle secrezioni vaginali; la sua assenza tra la 22ª e la 34ª settimana indica una bassissima probabilità di parto imminente.
- Esami colturali: tamponi vaginali e analisi delle urine per escludere o trattare eventuali infezioni.
Quando è opportuno un consulto medico
Per un inquadramento accurato è indispensabile la valutazione di un medico specialista, che terrà conto della causa, dell’intensità dei sintomi e delle caratteristiche individuali. È sempre preferibile affidarsi a un professionista piuttosto che a soluzioni autonome.