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Colica renale

La colica renale è una condizione clinica caratterizzata da un dolore acuto, improvviso e particolarmente violento, spesso paragonato per intensità a quello del parto. Questo disturbo è causato principalmente dall’ostruzione acuta delle vie urinarie, solitamente a opera di un calcolo che, spostandosi dal rene lungo l’uretere, provoca una distensione delle pareti del condotto e un aumento della pressione idrostatica a monte dell’ostacolo. Si stima che la calcolosi urinaria colpisca circa il 10% della popolazione maschile e il 5% di quella femminile nel corso della vita, con una maggiore incidenza tra i trenta e i sessant’anni.

Eziologia

La causa predominante della colica renale è la nefrolitiasi, ovvero la formazione di piccoli ammassi solidi chiamati calcoli renali. Questi depositi si originano quando i sali minerali e altre sostanze presenti nelle urine, come l’ossalato di calcio, l’acido urico o la cistina, raggiungono concentrazioni tali da precipitare e formare cristalli. I fattori che contribuiscono alla genesi di questi calcoli includono:

  • Scarsa idratazione: una ridotta assunzione di liquidi porta a urine eccessivamente concentrate, facilitando la precipitazione dei sali.
  • Regime alimentare: un consumo eccessivo di sale, proteine di origine animale e zuccheri raffinati aumenta il rischio di formazione di cristalli di ossalato di calcio e acido urico.
  • Predisposizione genetica: la familiarità gioca un ruolo determinante, come nel caso della cistinuria o dell’iperossaluria primitiva.
  • Condizioni metaboliche: patologie come la gotta, l’iperparatiroidismo o infezioni ricorrenti delle vie urinarie (che possono causare calcoli di struvite) sono fattori di rischio significativi.
  • Gravidanza: i cambiamenti ormonali e la compressione meccanica dell’utero sulle vie urinarie possono favorire l’insorgenza di episodi colici.

Sintomatologia

Il sintomo cardine è il dolore lacerante, spesso descritto come una coltellata al fianco, localizzato nella regione lombare. Una caratteristica distintiva della colica renale è l’irrequietezza motoria: il paziente non riesce a trovare una posizione che dia sollievo e tende a muoversi continuamente. Il quadro clinico comprende spesso:

  • Irradiazione del dolore: la sensazione dolorosa tende a spostarsi verso il basso e anteriormente, raggiungendo l’addome inferiore, l’inguine e gli organi genitali esterni.
  • Sintomi gastrointestinali: nausea e vomito sono molto frequenti a causa della stimolazione dei riflessi nervosi comuni tra apparato urinario e digerente.
  • Ematuria: la presenza di sangue nelle urine, che possono apparire rosate o brunastre, dovuta al trauma del calcolo sulle pareti dell’uretere.
  • Disturbi della minzione: stimolo frequente e impellente di urinare (tenesmo vescicale) o bruciore durante il passaggio delle urine.
  • Sintomi sistemici: sudorazione fredda, tachicardia e, in caso di infezione sovrapposta, febbre alta accompagnata da brividi.

Diagnosi

La diagnosi è inizialmente clinica, basata sull’anamnesi e sull’esame obiettivo condotto dal medico specialista urologo. Durante la valutazione, è fondamentale distinguere la colica renale da altre urgenze addominali. Gli accertamenti diagnostici principali comprendono:

  • Esame delle urine: per rilevare tracce di sangue, cristalli o segni di infezione batterica.
  • Esami del sangue: utili per valutare la funzionalità renale (creatinina, azotemia) e i livelli di elettroliti e acido urico.
  • Ecografia renale e vescicale: rappresenta l’esame di primo livello, sicuro e non invasivo, capace di individuare la maggior parte dei calcoli e segni di dilatazione del rene (idronefrosi).
  • TC addome senza contrasto: considerata il gold standard per la sua elevata precisione nel determinare posizione, dimensione e densità del calcolo.

Gestione clinica e ruolo dello specialista

La gestione più appropriata viene definita dal medico specialista a seguito di un’accurata valutazione clinica, in base alla causa individuata e alle caratteristiche di ciascun paziente. In presenza di sintomi persistenti, ricorrenti o particolarmente intensi è importante rivolgersi a un professionista qualificato per un corretto inquadramento, evitando soluzioni autonome o non personalizzate.

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