Le cadute ricorrenti nell’anziano rappresentano una delle principali sindromi geriatriche e una sfida significativa per la salute pubblica. Una caduta è definita come un evento improvviso e involontario che porta il soggetto a trovarsi a terra o a un livello inferiore rispetto a quello di partenza. Si parla di ricorrenza quando un individuo subisce due o più episodi di caduta nell’arco di dodici mesi. Questa condizione non deve essere considerata una conseguenza inevitabile dell’invecchiamento, ma piuttosto il segnale di un equilibrio precario dovuto all’interazione di molteplici fattori di rischio. Circa un terzo dei soggetti sopra i 65 anni cade almeno una volta all’anno e la frequenza aumenta sensibilmente con l’avanzare dell’età, portando a gravi conseguenze come fratture, perdita di autonomia e declino della qualità della vita.
Le cause delle cadute ricorrenti sono quasi sempre multifattoriali e possono essere classificate in due grandi categorie: fattori intrinseci e fattori estrinseci.
I fattori intrinseci riguardano le modificazioni fisiologiche e le patologie del soggetto:
I fattori estrinseci si riferiscono invece ai pericoli ambientali:
Oltre all’evento traumatico in sé, le cadute ricorrenti si manifestano attraverso un quadro complesso che coinvolge la sfera fisica e psicologica. I segnali premonitori possono includere un cambiamento nello schema del cammino, caratterizzato da passi più brevi e una base d’appoggio più larga. Il paziente può riferire frequenti sensazioni di instabilità, vertigini o la percezione che le gambe cedano improvvisamente.
Un aspetto sintomatologico fondamentale è la sindrome post-caduta, caratterizzata da una intensa paura di cadere nuovamente. Questo timore porta l’anziano a limitare drasticamente le proprie attività quotidiane, innescando un circolo vizioso di inattività che aggrava ulteriormente la debolezza muscolare e l’isolamento sociale. Le conseguenze fisiche immediate possono variare da semplici escoriazioni e lividi a traumi cranici o fratture gravi, tra cui quella del femore è la più temuta per l’alto tasso di mortalità e disabilità correlata.
La diagnosi delle cadute ricorrenti richiede un approccio geriatrico multidimensionale volto a identificare tutti i fattori contribuenti. Il processo inizia con un’accurata anamnesi, durante la quale il medico indaga la dinamica delle cadute precedenti, i farmaci assunti e la presenza di sintomi associati come palpitazioni o capogiri.
L’esame obiettivo comprende:
Spetta al medico specialista, dopo un’adeguata valutazione, individuare la causa e definire la gestione più appropriata per ciascun paziente. È consigliabile richiedere un consulto soprattutto quando la situazione persiste nel tempo o tende a intensificarsi.
Mater Dei General Hospital sarà chiusa dal 1° agosto al 30 agosto per lavori di ristrutturazione.
Durante questo periodo sarà possibile prenotare visite ed esami in Paideia International Hospital.