L’alopecia da chemioterapia, nota anche con l’acronimo CIA (chemotherapy-induced alopecia), rappresenta uno degli effetti collaterali più comuni e visibili dei trattamenti oncologici. Questa condizione si manifesta come una perdita parziale o totale dei capelli e dei peli corporei a causa dell’azione dei farmaci citotossici. Sebbene non sia una patologia che mette a rischio la vita del paziente, il suo impatto psicologico è profondo, poiché altera l’immagine corporea e rende pubblica la condizione di malattia, influenzando spesso la qualità della vita e l’autostima di chi affronta il percorso di cura.
La causa dell’alopecia risiede nel meccanismo d’azione fondamentale della chemioterapia. I farmaci chemioterapici sono progettati per distruggere le cellule che si dividono rapidamente, una caratteristica distintiva delle cellule tumorali. Tuttavia, questi medicinali non sono in grado di distinguere perfettamente tra le cellule maligne e alcune cellule sane dell’organismo che possiedono un ritmo di replicazione altrettanto elevato. Tra le cellule più attive del corpo umano figurano quelle dei bulbi piliferi, responsabili della crescita dei capelli e dei peli.
L’insorgenza e l’entità della caduta dipendono da diversi fattori:
La sintomatologia non si limita alla semplice caduta dei capelli, ma segue un decorso temporale piuttosto preciso. In genere, il processo inizia tra i 7 e i 21 giorni dopo la prima seduta di trattamento. I segnali tipici includono:
La diagnosi è essenzialmente clinica e si basa sull’anamnesi del paziente e sulla correlazione temporale con l’inizio della terapia farmacologica. Il medico specialista non ha solitamente bisogno di esami invasivi, ma può utilizzare strumenti di valutazione per monitorare la gravità della perdita. Uno dei sistemi più utilizzati è la Dean Scale, che classifica l’alopecia in cinque gradi:
Durante la valutazione, il medico specialista esclude altre possibili cause di caduta, come squilibri ormonali o carenze nutrizionali, sebbene nel contesto oncologico l’origine sia solitamente palese.
L’individuazione della causa e la conseguente gestione vanno sempre affidate a un medico specialista, che potrà valutare il quadro clinico nel suo insieme. In caso di sintomi che non regrediscono o tendono a peggiorare, è importante non rimandare il consulto medico.
Mater Dei General Hospital sarà chiusa dal 1° agosto al 30 agosto per lavori di ristrutturazione.
Durante questo periodo sarà possibile prenotare visite ed esami in Paideia International Hospital.