Cuore in allarme: i segnali dell’infarto che non puoi trascurare

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Cuore in allarme- i segnali dell’infarto che non puoi trascurare

Ascoltare il cuore è più importante di quanto pensiamo. Non si tratta solo di emozioni o passioni, ma dei segnali silenziosi che ci invia ogni giorno. Avvertimenti lievi, spesso sottovalutati che vengono archiviati con troppo facilità come effetti collaterali di una vista stressante. Quando però i segnali ignorati a lungo diventano evidenti non sono più semplici avvertimenti: sono richieste urgenti di attenzione. Continuare a non prestare ascolto significa mettere seriamente a rischio la propria salute.

«A sottovalutare i segnali d’allarme sono soprattutto le donne – osserva il professor Antonio Rebuzzi, Responsabile del Cardio Center di Mater Dei General Hospital – e per questo finiscono per rimandare anche controlli urgenti, dando priorità ai figli, ai genitori o al lavoro. Non di rado, inoltre, minimizzano i disturbi, attribuendoli allo stress o sopportandoli in silenzio. Così, a volte, rischiano di arrivare troppo tardi».

 

Quanto è importante ascoltare i segnali del cuore?

Fondamentale. Riconoscere i sintomi e intervenire in tempo può davvero fare la differenza. Spesso il dolore viene confuso con un risentimento muscolare o altri disturbi. La regola, però, è chiara: in caso di dubbio è sempre meglio rivolgersi al medico. Un falso allarme è preferibile a un segnale ignorato.

 

Quali sono i segnali più comuni a cui prestare attenzione?

L’oppressione al centro del petto è il segnale più noto e non a sinistra come spesso si pensa. Ci sono casi, come nei diabetici con neuropatia, in cui il dolore può non comparire affatto. Anche il dolore al braccio può manifestarsi in modi diversi: non sempre al sinistro, talvolta al destro, irradiandosi al mignolo. Alcune persone con un forte dolore alla scapola o all’omero arrivano in pronto soccorso convinte di avere un infarto in corso quando, in realtà, si tratta di artrite.

 

E oltre al dolore?

Altri segnali possono essere più subdoli, come l’affanno, spesso attribuito a stress o stanchezza e il dolore epigastrico. In passato circa un terzo degli infarti inferiori veniva scambiato per gastrite, perché non si misuravano gli enzimi cardiaci. Oggi la diagnostica è più precisa con la misurazione della CK (creatinina chinasi) e della troponina, ma resta fondamentale interpretare correttamente ogni segnale.

 

Cosa fare se si sospetta un infarto?

Agire senza perdere tempo e chiedere subito aiuto medico. Sono tante le persone, convinte di avere un infarto, che raggiungono il pronto soccorso accompagnate da un familiare o un amico, anziché in ambulanza. È importante rivolgersi a una struttura attrezzata per gestire emergenze cardiache: la tempestività salva vite.

 

Quanto è importante rivolgersi a persone esperte quando si parla di cuore?

Conta moltissimo. Ogni fase –dalla prevenzione alla diagnosi precoce fino al trattamento – richiede competenza e tecnologie avanzate. Il Cardio Center di Mater Dei General Hospital è completamente dedicato ai pazienti, 7 giorni su 7, 24 ore su 24.

Una guardia medica cardiologica sempre presente permette interventi rapidi e mirati. Il Centro copre tutti gli aspetti della cardiologia: diagnostica, emodinamica con angioplastica nella fase acuta dell’infarto, fino alla cardiochirurgia. L’obiettivo è garantire al paziente un percorso completo, dalla diagnosi all’intervento.

 

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