Cistite: Non è solo un problema da donne

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Cistite- Non è solo un problema da donne

Le infezioni delle vie urinarie sono un problema comune, soprattutto tra le donne, eppure spesso sottovalutato. Quante volte ci siamo trovati a sopportare un fastidio mentre facciamo la pipì o a correre in bagno più del solito, pensando che “passerà da solo”? Bruciore, stimolo continuo a urinare, urine torbide o dal cattivo odore: sono segnali che molti ignorano, pensando a un semplice disturbo. In realtà, anche piccoli sintomi possono nascondere un’infezione che, se trascurata, può arrivare fino ai reni e trasformarsi in un problema serio.

Colpiscono più frequentemente le donne, ma nessuno è immune: uomini, bambini e anziani possono sperimentarle in forme diverse e talvolta insidiose. Per capire meglio cosa le causa, come riconoscerle e quali strategie preventive adottare, abbiamo intervistato il dottor Danilo Dini, urologo al Mater Dei General Hospital, che ci ha guidato tra miti da sfatare, consigli pratici e terapie efficaci.

Partiamo dall’inizio: che cosa sono le infezioni urinarie e quanto sono diffuse?

Le infezioni delle vie urinarie sono causate principalmente da batteri, con l’Escherichia coli tra i più frequenti. Possono colpire l’uretra, la vescica — in questo caso parliamo di cistite — gli ureteri e fino ai reni, quando si arriva alla pielonefrite. Sono molto diffuse: oltre la metà delle donne ne sperimenta almeno un episodio nella vita. Negli uomini sono meno frequenti, ma quando compaiono richiedono comunque attenzione.

Quali segnali devono farci subito rivolgere a un medico?

I sintomi tipici sono bruciore o dolore mentre facciamo la pipì, stimolo frequente con poca urina, urine torbide o dal cattivo odore e dolore

al basso ventre. Ci sono però segnali più seri: febbre, dolore ai fianchi o alla schiena, sangue nelle urine, nausea o vomito. Quando compaiono, significa che l’infezione potrebbe aver raggiunto il rene e serve un intervento tempestivo.

 

Perché le donne sono più colpite?

Principalmente per motivi anatomici. L’uretra femminile è più corta e vicina all’ano, per cui i batteri possono arrivare più facilmente alla vescica. Questo spiega perché le cistiti sono così comuni tra le donne, soprattutto in giovane età.

Quali sono i fattori di rischio più comuni?

Rapporti sessuali frequenti, uso di cateteri, trattenere a lungo la pipì o scarsa idratazione aumentano il rischio. Cambiamenti ormonali — come pubertà, gravidanza o menopausa — possono favorire le infezioni. Altri fattori includono calcoli urinari e patologie come il diabete. Negli anziani, un sistema immunitario più debole e uno svuotamento incompleto della vescica rendono le infezioni più probabili e talvolta più difficili da riconoscere.

Ci sono differenze tra uomini, donne, giovani e anziani?

Sì. Le donne giovani spesso hanno sintomi chiari e le infezioni sono di solito semplici da trattare. Negli uomini, le infezioni sono meno frequenti e spesso legate a problemi della prostata. Negli anziani, invece, i sintomi possono essere atipici: confusione, debolezza o stanchezza possono nascondere un’infezione urinaria, aumentando il rischio di diagnosi tardiva.

Come si arriva a una diagnosi corretta?

L’esame delle urine e l’urinocoltura restano gli strumenti fondamentali. È consigliabile rivolgersi a uno specialista se le infezioni diventano frequenti, se compaiono febbre o dolore ai reni, o in casi particolari, come uomini, bambini o donne in gravidanza.

Gli antibiotici sono sempre necessari?

Non sempre. Nei casi lievi e iniziali, bere molto e usare antidolorifici urinari può bastare. Ma se l’infezione batterica è confermata, l’antibiotico resta il trattamento più efficace. L’importante è non auto-medicarsi e seguire le indicazioni del medico.

Come prevenire le infezioni urinarie nella vita quotidiana?

Bere a sufficienza, urinare regolarmente, andare in bagno subito dopo i rapporti sessuali, evitare detergenti aggressivi e prediligere biancheria in cotone. La “troppa igiene” può sorprendentemente aumentare il rischio, perché altera la flora naturale protettiva dell’area genitale.

 

Cosa sono le infezioni ricorrenti e come si gestiscono?

Parliamo di infezioni ricorrenti quando ci sono due episodi in sei mesi o tre in un anno. La gestione consiste nell’individuare la causa, applicare strategie preventive mirate e, in alcuni casi, valutare terapie preventive sotto controllo medico.

Ci sono falsi miti da sfatare?

Sì. Ad esempio, che solo le donne possano avere cistiti o che bere poco riduca il rischio. Altri riguardano rimedi casalinghi inefficaci o l’idea che più detergente significhi più protezione. In realtà, mantenere l’equilibrio naturale è più importante.

Infine, la famosa “cistite da luna di miele”: che cos’è e i profilattici possono provocarla?

È semplicemente un’infezione che può comparire dopo i rapporti sessuali, più comune nelle donne predisposte. Non sono i profilattici a causarla, ma talvolta lubrificanti o sostanze chimiche presenti in alcuni preservativi possono irritare l’uretra. Bere molto e urinare subito dopo il rapporto rimane la prevenzione più efficace.

 

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